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 Ecco alcune informazioni che avrei voluto sapere su ovodonazione ed embrioadozione

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AutoreMessaggio
daddygirl
Sognatrice in erba
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Ecco alcune informazioni che avrei voluto sapere su ovodonazione ed embrioadozione Empty
MessaggioTitolo: Ecco alcune informazioni che avrei voluto sapere su ovodonazione ed embrioadozione   Ecco alcune informazioni che avrei voluto sapere su ovodonazione ed embrioadozione EmptyMer 03 Nov 2021, 11:16

Carissime.

Vi racconto la mia esperienza nella speranza possiate trarre qualche informazione utile, la mia è stata una vicenda dolorosa, mi è anche difficile raccontarla perché svelo un po' della mia intimità, ma spero che possa servire a qualcuna o che possa essere uno spunto.
Desiderare un figlio per me è stato un istinto irrefrenabile che è durato anni, e il non riuscire ad averlo mi ha causato una sofferenza profonda interiore per alcuni anni. Io volevo un altro figlio mentre il mio compagno fortemente no.  Ad un certo punto ho maturato la scelta di intraprendere una embrioadozione.
Desiderare un figlio e non riuscire ad averlo, anche se si hanno altri figli, provoca un dolore fortissimo, così come il bene che si prova per un figlio non è inferiore per il fatto che si hanno altri figli.
Avevo provato a cercare naturalmente di concepire, anche chiedendo supporto ad endocrinologi e ginecologi esperti di fecondazione assistita. Ero riuscita a rimanere incinta in maniera naturale alcune volte, ma li avevo persi nelle prime settimane. Dopo i 40 anni risulta più difficile concepire e portare avanti la gravidanza, così in parallelo mi sono gradualmente avvicinata all'ovodonazione e dell'embrioadozione. Ho impiegato 3 anni per intraprendere questa strada che inizialmente mi spaventava.
Mi sono rivolta ad un paio di psicologhe, per cercare di gestire la mia sofferenza, ma il risultato è stato tempo e soldi persi e anzi, alcuni discorsi da loro fatti mi hanno ferita. Non avevo fiducia nella categoria, e dopo la mia esperienza ancora meno. La psicologa a cui mi sono rivolta che era anche professoressa universitaria trattava come una ossessione quello che in me era un sogno, attribuendo su di me un giudizio negativo che lasciava trasparire quanto ignorasse la sfera intima di chi desidera un figlio, che è a tutti gli effetti un istinto. La mia reazione è stata quella di perdita della fiducia in questa psicologa, anche in quanto professionalmente uno psicologo deve sospendere il proprio giudizio e la propria etica nei confronti del proprio paziente, atteggiamento che, forse perché non è umanamente possibile, non si è verifcato, le sue parole mi facevano sentire ancora più sola e mi ferivano anche perché quando una persona soffre la sua sensibilità è all'ennesima potenza, e rileva sfumature che non scivolano via. Dopo un paio di incontri ho interrotto.
L'altra psicologa a cui mi ero rivolta invece aveva iniziato ad addentrarsi in ambito giuridico, non di sua pertinenza, argomentando che nel caso avessi portato avanti l'embrioadozione ci sarebbero stati problemi giuridici in famiglia, in pratica stavo evidentemente toccando un'area che tecnicamente questa psicologa ignorava, e che eticamente non condivideva. Quindi dopo un  solo incontro ho interrotto.
Non è stato facile per me affrontare psicologicamente l'embrioadozione, un figlio è di chi lo cresce e non ha importanza per me il legame genetico, l'amore non è genetica, ma la preoccupazione di far soffrire un figlio per l'assenza di un padre non è stata facile per me da affrontare, perché temevo le problematiche nella fase adolescenziale. Con il tempo avevo trovato la forza psicologica e la fiducia in me e nell'amore che avrebbe ricevuto anche dalle persone importanti a me vicine, tanto da proseguire su questa strada.
Di fronte al rifiuto del mio compagno di un'ovodonazione, mi ero attivata per l'embrioadozione, fino a quando lui ha realizzato che facevo concretamente, e allora con molta preoccupazione ha deciso di intraprendere insieme a me l'ovodonazione per evitare in  un certo senso che con l'embrioadozione si sarebbe formata una famiglia in cui lui si  sarebbe sentito in parte escluso.
Dopo lunghe ricerche ho scelto come clinica la Reprofit a Brno, e ho alloggiato alla Penzion Integrity, una pensione comoda, silenziosa, pulita, si trova proprio a fianco della clinica ed ha un parcheggio gratuito di fronte.
Ho scelto la Reprofit sia perchè dalle ricerche e dalla lettura delle centinaia di post avevo rilevato un ottimo giudizio, sia per una questione di prezzi che erano alla mia portata, sia perchè logisticamente per me era raggiungibile in auto, infatti sono riuscita a fare il transfer della blastocisti crioconservata in 36 ore, dalla partenza, all'impianto il mattino successivo e rientro dopo 10 ore di viaggio. Le strade sono scorrevoli e il percorso è davvero molto semplice e agevole.
Il trattamento dell'ovodonazione comprendeva  la stimolazione della donatrice, monitoraggio del ciclo della donatrice, prelievo degli ovociti, inseminazione con il metodo ICSI, coltivazione prolungata (da 3-5 giorni, dipende dalla qualità degli embrioni), hatching assistito, l'embriotransfer (nella 5.giornata), STD (test alle malattie sessualmente trasmissibili).
L'ovodonazione è stata fatta portando con me tutta la famiglia, figli compresi, che non sono entrati però in clinica, incastrando il viaggio turistico, e con il compagno spaventato sia per la sua età, 56 anni, sia per la paura del peso economico di un altro figlio, cercava di convincermi a rinunciare.
Le operatrici della Reprofit durante tutta la terapia hanno sempre risposto alle mie richieste, che generalmente facevo per email, spesso in modo molto sintetico, ma con precisione, ai miei dubbi vari sulle tempistiche delle terapia, i problemi delle perdite, dello spessore dell'utero, dei valori rilevati dagli esami.
Presso la clinica Reprofit gli operatori e i dottori con cui ho interagito sono stati molto professionali e gentili, è una clinica che si presenta molto bene, con ambulatori molto puliti, eleganti e con tecnologie all'avanguardia.
Non ho trovato una ginecologa in Italia esperta di tecniche di fecondazione assistita, quelle che mi hanno seguite sono state disponibili e brave nel fare le ecografie nei tempi che servivano, ma indicazioni utili sugli aspetti endocrinologici che cercassero di supportarmi dopo i 2 fallimenti dei transfer, o sulla terapia non le ho ricevute, e per questo ho letto centinaia di post di altre donne che facevano i trattamenti.
Avevo trovato più di una ginecologa per le ecografie, perchè così ero sicura di poter fare le ecografie nei tempi richiesti.
E' trascorso tempo, e certi dettagli tecnici mi sono ormai sfuggiti, ma in pratica con l'ovodonazione ho impiantato una blastocisti fresca  di ottima qualità, e ho crioconservato 2 blastocisti, il resto erano morule. L'utero, nel primo transfer da fresco di una blastocisti formata da ovociti dell'ovodonazione, era perfetto, come riferito dal ginecologo alla Reprofit, anche la blastocisti era ottima, ma purtoppo l'esito è stato negativo.
Dopo il fallimento del transfer da fresco della blastocisti, che non mi aspettavo dato che sembrava tutto perfetto, presa da un enorme dolore, ho deciso subito dopo un mese di fare il transfer della blastocisti crioconservata. Errore madornale con il senno di poi, e le 2 ginecologhe che mi avevano seguito per le ecografie non mi avevano suggerito di posticipare. Secondo me per rimettermi in sesto dallo scombussolamento della terapia che avevo seguito con il primo transfer, da fresco, avrei dovuto aspettare qualche mese per effettuare il secondo transfer, che quindi ha avuto esito negativo.  A quel punto ho deciso di fare tutto con cautela preparando in qualche mese il momento giusto. Mi rimaneva il mio ultimo tentativo con la mia ultima blastocisti, dato che non avrei potuto  fare ulteriori transfer e ulteriori ovodonazioni, sia perché  erano finiti i soldi sia perché  ormai attempati e psicologicamente ero molto abbattuta.
Nel caso in cui fosse fallita anche l'ultima blastocisti avrei cercato una nuova strada, l'affido, o il volontariato o mi sarei proposta come famiglia ospitante per gli studenti stranieri, o  avrei portato avanti adozioni a distanza, o avrei aderito a qualche associazione che si occupa di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di povertà.  C'è tanto bisogno del nostro affetto e del nostro supporto.
E invece l'ultima blastocisti è stata quella decisiva. Nell'ultimo tentativo di transfer ero sfiduciata,  ma determinata nel fare l'ultimo tentativo. Dato che molte delle mie comunicazioni con la clinica e con la ginecologa le facevo per email, ho ricostruito i passaggi. Il percorso dell'ultimo transfer è stato anche quello più complicato, perchè lo spessore del mio endometrio era cresciuto più velocemente del previsto, e quindi ho dovuto anticipare di qualche giorno la data per il transfer. Inoltre qualche giorno dopo il transfer i valori del progesterone erano risultati bassi rispetto a quanto ritenuto opportuno dalla clinica, si era anche verificata alcuni giorni dopo il transfer una piccola perdita di sangue, che mi aveva provocato il panico, e così ho iniziato, come indicato dalla dottoressa della Reprofit, le iniezioni di Prontogest.

Nel trattamento, le differenze rispetto ai precedenti trattamenti sono stati:
1- l'uso, di mia iniziativa dopo aver letto tanti post, dell'aspirinetta
2 -ho effettuato, sempre di mia iniziativa (non suggerita né dalle ginecologhe italiane né dalla clinica, ma dai post che avevo letto) il controllo prima di effettuare il transfer dello spessore dell'endometrio perché al di sopra di un certo valore il transfer doveva essere annullato
3- l'esame dopo il transfer dei valori di progesterone ed estradiolo.

Alla mia richiesta rivolta alla clinica di fare il controllo dell'endometrio prima del transfer mi era stato risposto con il valore di riferimento massimo, e alla mia richiesta di controllare i valori di progesterone ed estradiolo mi avevano indicato di integrare la terapia. Ecco il riepilogo con le date
- 30 giugno al mattino inizio mestruazioni
- 1 luglio inizio del protocollo
- 10 luglio scrivevo alla clinica che Lo spessore dell'endometrio è di 11.4 mm misurato con l'ecografia del giorno undicesimo., e chiedevo se era il caso di anticipare il transfer
- 11 luglio la clinica risponde che Lo spessore coretto per il transfer e dal 7 ai 16mm.
La media e 8-10mm. Quando è un poco più alto come il Suo preferiamo fare il transfer prima. La preghiamo di iniziare il Progeffik 200mg domani (12.7.) due mattino + due sera via vaginale. Transfer è programmato per il 17.7 alle ore 12:00.
- 17 luglio il transfer di una blastocisti
- 25 luglio, scrivo alla clinica che il progesterone era a 10.4  
- 26 luglio mi indica la clinica che dopo aver consultato il dottore devo aumentare di 1 pastiglia la dose di progesterone (2 al mattino, 1 pranzo, 2 sera)
- 30 luglio beta positve
- 1 agosto prenius compresse come suggerito dalla mia ginecologa italiana
- 4 agosto Ho effettuato nuovamente l'esame del progesterone e, nonostante prendessi 5 capsule al giorno (2 al mattino, 1 pranzo, 2 sera), avevo un valore di progesterone di 9.5 ng/ml
- 7 agosto, scrivo al mattino alla clinica Reprofit che mi risponde al pomeriggio che la Dott.ssa mi raccomanda di applicare l’iniezione di Prontogest 1 al giorno e di ripetere il test di nuovo tra una settimana.E tra 1 settimana devo effettuare anche l’eco di controllo.
- 8 agosto inizio con le fiale di progeffik, ho avuto qualche perdita di sangue, pianti.
- 12 agosto febbriciattola e dolore alle natiche, pronto soccorso
- 13 agosto febbre e pronto soccorso
- 17 agosto ricoverata

Le iniezioni di progeffik, che mi facevo in autonomia dato che ero in vacanza, mi avevano causato dolore alle natiche con la comparsa di lividi sempre più grandi e dolorosi, e dopo qualche giorno era comparsa febbre, a cavallo di ferragosto. Al rientro dalla vacanza mi sono recata 2 volte in giorni successivi al pronto soccorso, ma mi hanno rispedito a casa trattandomi con sufficienza, come se io esagerassi a presentarmi per quel problema, ma nei giorni successivi l'infezione era peggiorata ed ero debole, il medico mi aveva prescritto esami urgenti del sangue e appena arrivati i risultati mi ha detto di tornare per la terza volta all'ospedale dove finalmente mi hanno ricoverato per una settimana. Nonostante tutto l'embrione c'era e stava bene e finalmente cresceva.
L'età avanzata come mamma, che ha partorito a 48 anni, non ha importanza, perché quando realizzi un sogno, le energie arrivano ,e anche se ho partorito alla veneranda età di 48 anni non rappresenta un problema gestire un figlio, perché tanta e tale è la felicità di aver coronato il sogno che dà la forza di affrontare le fatiche.
Nell'ovodonazione che ho scelto la donatrice rimane anonima, e questo per me rappresenta un vantaggio, perché io resterò l'unica mamma, non ci saranno altre persone da ricercare nel tempo, tutto è nato dal mio sogno, e la donatrice resterà una persona stupenda che ha avuto il ruolo di donatrice di ovociti e a cui sarò sempre immensamente grata. L'embrione è cresciuto nella mia pancia, e per questo sono anche biologicamente mamma
Gli  studi pubblicati da “Nature genetics" dimostrerebbero che la paziente che riceve l’ovulo, per un fenomeno epigenetico, riesce a modificare l’imprinting originario, trasmettendo parte delle sue caratteristiche al bambino.
Alla mia bimba non verrà tenuto segreto che è nata con ovodonazione, saprà, e ne sarà penso orgogliosa, come è andata e che per averla ho lottato come una leonessa, e che tante brave persone mi hanno supportato in questo difficile percorso. E' stata una bimba desideratissima ed è amatissima ed è tutto ciò che conta.
In coda ho aggiunto i protocolli che avevo seguito

In bocca al lupo
Vi abbraccio forte.  Ecco alcune informazioni che avrei voluto sapere su ovodonazione ed embrioadozione 806920

Ecco il protocollo, a cui, di mia iniziativa, avevo aggiunto un'aspirinetta ogni giorno, perchè avevo letto dei post
Protocollo per ultimo transfer blastocisti crioconservata
Il secondo giorno delle mestruazioni cominciera ad assumere la Progynova 2 mg, 3 al giorno (1 al mattino - 1 al mezzogiorno - 1 la sera) per via orale. La chiedo gentilmente di informarmi appena comincia la stimolazione.
Contemporaneamente prendera anche l´Acido Folico 1 al giorno, Deltacortene 5mg 1 al giorno. Clexane 0,4  1 iniezione al giorno iniziera a fare dal giorno di embriotransfer.
Il giorno 11 o 12 di ciclo fara l´ecografia di controllo per sapere lo spessore dell´endometrio e ci manderá i risultati. Secondo il risultato il medico specifica il giorno e l´ora di transfert.
Molto probabilmente il giorno 20 di ciclo sara il giorno dell´embriotransfer presso la nostra clinica e Lei iniziera il  giorno 15 della stimolazione ad assumere il Progeffik 200mg, 2 ovuli la mattina e 2 ovuli la sera per via vaginale, continua con il Progynova 2mg 1-1-1 e Acido folico, Deltacortene 5mg, Clexane 1 al giorno rimane dal embrio transfert.

Se il transfert sara programmato per il giorno 19 di preparazione, Progeffik iniziera il giorno 14 di ciclo.
Se il transfert sara programmato per il giorno 21 di preparazione, Progeffik iniziera il giorno 16 di ciclo.
La prego di presentarsi per il transfer con la vescica meta piena.
La prego di continuare con i medicinali seconco il protocollo fino alla settimana 12 di gravidanza. La settimana 12 ridurra il dossaggio di medicinali a meta.


Protocollo per ovodonazione
Lei applicherá l´iniezione di Decapeptyl depot 3,75 mg
Dal primo giorno delle mestruazioni dopo l´applicazione di Decapeptyl Depot (cca 25.7) comincerá a prendere Progynova 2 mg (1 al giorno alla mattina) per via orale per tre giorni. La prego di informarmi appena inizia la preparazione. La mestruazione deve arrivare al massimo il 27.7.  Poi per altri tre giorni prenderá 2 Progynova al giorno (1 la mattina, 1 la sera) e dopo ne prenderá 3 al giorno (1 la mattina – 1 al mezzogiorno – 1 la sera) secondo il piano.
Contemporaneamente prendera Deltacortente 5mg (1 al giorno) e Clexane 0,4 (1 al giorno).
Dal 9.8 (il giorno del prelievo degli ovociti dalla donatrice e della fecondazione con gli spermatozoi del partner) aggiungerá il Progeffik 200 mg (due la mattina, due di sera) per via vaginale.
Il giorno 10 o 11 della preparazione (3.8. o 4.8.) fará l´ecografia di controllo per misurare l´altezza dell´endometrio. La chiedo di mandarmi il risultato dell´ecografia.
L´embrio transfer e programmato per il 14.8
Continuera a prendere i medicinali fino al test di gravidanza, che fara circa due settimane dopo l´embriotransfer e poi fino alla 12°settimana della gravidanza.
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