La strada per un sogno...

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 Non mi sento capita da nessuno

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extreme38
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MessaggioOggetto: Non mi sento capita da nessuno   Dom Mar 07, 2010 8:15 pm

e l'inizio del No non voglio fare la vittima, ma vorrei ricevere altre risposte dalle persone che mi amano. Oggi parlando con mia sorella le ho detto che quando i nostri amici chiameranno per vederci, visto che i LORO bambini avuti fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, stanno crescendo, io non me la sentirò di vederli e di trascorrere le giornate insieme come facevamo abitualmente in passato, non ce la faccio proprio. Lei mi ha risposto, quasi arrabbiata,"e perchè? Non capisco proprio, vuoi continuare ad isolarti?" Ma come faccio ad uscire, siamo gli unici senza bambini, sarebbe per me una tortura, possibile ch non si capisce la motivazione? c'è bisogno che lo spiego? Ma andate tutti a quel paese!!!
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Bibbi
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MessaggioOggetto: tesoro   Dom Mar 07, 2010 9:22 pm

extreme38 ha scritto:
e l'inizio del No non voglio fare la vittima, ma vorrei ricevere altre risposte dalle persone che mi amano. Oggi parlando con mia sorella le ho detto che quando i nostri amici chiameranno per vederci, visto che i LORO bambini avuti fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, stanno crescendo, io non me la sentirò di vederli e di trascorrere le giornate insieme come facevamo abitualmente in passato, non ce la faccio proprio. Lei mi ha risposto, quasi arrabbiata,"e perchè? Non capisco proprio, vuoi continuare ad isolarti?" Ma come faccio ad uscire, siamo gli unici senza bambini, sarebbe per me una tortura, possibile ch non si capisce la motivazione? c'è bisogno che lo spiego? Ma andate tutti a quel paese!!!


...ho risposto un sacco di volte a post come i tuoi...per cui innanzi tutto non sentirti unica e stupida, nè fissata, nè malata di mente. Questo tipo di pensieri passano per la mente di tutte noi tantissime volte.
Io credo che il percorso che ci troviamo ad affrontare sia davvero duro e complicato...e ti isola di per sè. La sera con la punturina del giorno in bagno...siamo noi e la siringa...io ti confesso che più volte mi sono sentita assolutamente sola...anche se di là c'era mio marito. A questo punto ti dico che noi non possiamo anche forzarci a fare cose che ancor di più appensantiscono il nostro cuore. Esci quando e con chi hai voglia...e se passare la serata con un branco di genitori che parlano di pannolini pappe e notti insonni...magari anche dandoti della fortunata perchè non hai ancora figli...ti fa sentire male...ebbene non devi giustificarti con nessuno.
Per quanto riguarda la comprensione altrui...tesoro...solo chi ci passa può capire. Questo ormai è accertato.
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MessaggioOggetto: Grazie Bibbi   Dom Mar 07, 2010 11:02 pm

sei una persona fantastica, sempre pronta a trovare le parole giuste al momento giusto. Ti confesso che quando voglio essre consolata spero che tu legga un mio post e che mi risponda I love you I love you . GRAZIEEEEEEEEEEEE
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MessaggioOggetto: figurati stella   Lun Mar 08, 2010 8:58 am

nessuno può capirti come noi... I love you
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MessaggioOggetto: Ciao   Lun Mar 08, 2010 1:34 pm

forse dovremmo cercare anche di assumere il punto di vista degli altri, mi riconosco un po' nella reazione di tua sorella, anch'io assumo questi modi un po' aggressivi quando sono preoccupata per qualcuno a cui voglio bene.. Ti volevo poi dire un'altra cosa, sei fortunata, hai amici che ti cercano e desiderano la tua compagnia, i miei amici, invece, parlo di quelli che hanno figli, praticamente non mi frequentano più perchè preferiscono uscire con persone che hanno bambini così da far compagnia ai loro. Io non capisco, visto che secondo me l'uno non esclude l'altro, ma pazienza....se ,e ancora se, diventerò mamma non seguirò certamente questi modelli di comportamento, frequenterò le persone che mi piacciono o a cui voglio bene, con figli o senza figli che siano. Ti abbraccio. [justify]
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MessaggioOggetto: Re: Non mi sento capita da nessuno   Lun Mar 08, 2010 1:48 pm

extreme38 ha scritto:
e l'inizio del No non voglio fare la vittima, ma vorrei ricevere altre risposte dalle persone che mi amano. Oggi parlando con mia sorella le ho detto che quando i nostri amici chiameranno per vederci, visto che i LORO bambini avuti fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, stanno crescendo, io non me la sentirò di vederli e di trascorrere le giornate insieme come facevamo abitualmente in passato, non ce la faccio proprio. Lei mi ha risposto, quasi arrabbiata,"e perchè? Non capisco proprio, vuoi continuare ad isolarti?" Ma come faccio ad uscire, siamo gli unici senza bambini, sarebbe per me una tortura, possibile ch non si capisce la motivazione? c'è bisogno che lo spiego? Ma andate tutti a quel paese!!!


Tante, troppe volte mi sono sentita non compresa.
Il mondo fuori è diverso dal mio. Io e mio marito lottiamo da tre lunghissimi anni.
Anni in cui amici si sono sposati dopo di noi e sono a quota due bimbi.
Io ad osservare la pancia dell'amica, le foto di quando nasce il bimbo, comprare il regalo...e poi???Poi in quel mondo fatto di notti insonni, pappe e pannoli io non posso rientrarci perchè la mia vita è sempe uguale.
Mi sento spesso inadeguata e il contatto con i figli degli amici mi spaventa. Mi rende triste. Non riesco a fare la zia perchè il desiderio di fare la madre è troppo forte.
Dobbiamo fare quello che ci sentiamo. Non possiamo costringerci a uscire e frequentare coppie con bambini.
Abbiamo bisogno del nostro tempo.
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MessaggioOggetto: diciamo che in parte hai ragione....   Lun Mar 08, 2010 1:54 pm

pettirossodacombattimento ha scritto:
forse dovremmo cercare anche di assumere il punto di vista degli altri, mi riconosco un po' nella reazione di tua sorella, anch'io assumo questi modi un po' aggressivi quando sono preoccupata per qualcuno a cui voglio bene.. Ti volevo poi dire un'altra cosa, sei fortunata, hai amici che ti cercano e desiderano la tua compagnia, i miei amici, invece, parlo di quelli che hanno figli, praticamente non mi frequentano più perchè preferiscono uscire con persone che hanno bambini così da far compagnia ai loro. Io non capisco, visto che secondo me l'uno non esclude l'altro, ma pazienza....se ,e ancora se, diventerò mamma non seguirò certamente questi modelli di comportamento, frequenterò le persone che mi piacciono o a cui voglio bene, con figli o senza figli che siano. Ti abbraccio. [justify]


...però diciamo anche che a volte oltre alla sostanza conta anche la forma. Capisco il desiderio di scuotere chi amiamo da uno stato di torpore (come quello che a volte prende donne con i nostri problemi) ma è anche vero che l'equilibrio in situazioni come queste è spesso difficilissimo..e magari dare un occhio anche alla forma non guasterebbe.
Ci sono tantissime situazioni in cui non si riesce a pensare "sono fortunata", a volte si vorrebbe solo sparire...e essere capiti per questo. Il percorso è complesso...e le fasi altalenanti.
Io penso che ci si debba anche assolvere a volte...e non pretendere da noi stessi l'equilibrio a tutti i costi.
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MessaggioOggetto: questo è proprio   Lun Mar 08, 2010 2:06 pm

il post di cui avevo bisogno....il mio umore oggi è sotto zero..a dire il vero ormai sono anni che sto così...mi sono letteralmente stancata di dover capire io gli altri...ci mancherebbe pure!...hai ragione bibbi, la forma conta..eccome!
io sono arrivata alla conclusione che se ho voglia di uscire con amici con figli lo faccio...altrimenti non mi pongo proprio il problema di dire di no.In questa fase della mia vita è molto più importante la mia scarsissima salute mentale... Evil or Very Mad
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MessaggioOggetto: Homo sum, humani nihil a me alienum puto   Lun Mar 08, 2010 5:44 pm

Scusatemi ancora, ma non sono d’accordo. Parto dal titolo del post “Non mi sento capitada nessuno”, forse dovremmo dare a chi sta intorno e ci vuole bene una chance per capirci, altrimenti tutte le volte ci ritroveremo nella stessa situazione. Siamo mamme? Ci possono comprendere solo le mamme, perché alle altre donne non madri manca la nostra particolare sensibilità. Siamo state tradite? Ci possono comprendere solo le persone ferite come noi, e così via….
Non nego che confrontarsi con donne che hanno i miei stessi problemi mi abbia dato conforto e coraggio, ma non mi piace questa settorializzazione dell’esistenza, la vita non è fatta di compartimenti incomunicabili e chiusi e io sento con forza di non appartenere solo a questo, di non essere solo questo. Certo, i momenti di solitudine, di “gomme a terra”, ce li dobbiamo concedere, non siamo macchine da guerra e non serve esigere da noi la perfezione e l’adeguatezza sociale, gli amici capiranno, se sono amici.
Mi sento essere umano e donna, ho empatia, sensibilità e capacità di immedesimazione nei confronti degli altri, presuppongo le stesse caratteristiche anche nelle altre persone, non in tutte, ma sicuramente in molte.
Molti anni fa, parlavo con una cara amica di un caso di cronaca, una ragazza incinta che aveva avuto un incidente mortale al 5 mese di gravidanza, i medici volevano salvare il bambino e tenevano la donna in coma vegetativo per dare la possibilità al bambino di crescere e nascere forte e sano. Secondo la mia amica, stavano ledendo la dignità della donna, trattandola da incubatrice per salvare la vita al bambino, la sua idea era che fosse meglio far morire anche il bambino per questo suo ridicolo principio. Io naturalmente sostenevo che i medici facessero bene a tentare di salvare la vita al bambino, che se mi fossi trovata nella stessa situazione avrei voluto che i medici salvassero la vita di mio figlio. Bene, dieci anni dopo, lei è madre, anzi Madre e io no, da poco ci è capitato di parlare della tragica vicenda del rapimento di Tommaso Onofri; mi ha detto “ Ora che sono Madre non riesco neanche a sentire queste storie, mi fanno troppo male”, le ho risposto un po’ causticamente “Perché? Prima ti avrebbero fatto meno male?”.
Non siamo nati per chiuderci all’interno di piccoli o grandi ghetti: gli scapoli, gli sposati, le coppie fertili, le coppie infertili, i divorziati, gli ammalati, ci sono amici, quelli veri, che sono in grado di capirci o che devono essere messi nella condizione di capirci non facendo venire meno la confidenza, la frequentazione, non mostrandoci invidiosi della loro maternità o paternità.
Per finire, mia sorella è stata incoraggiata a lottare per diventare madre con l’aiuto della medicina da un’amica che aveva avuto un bambino senza problemi, naturalmente. Credo che se differenze dobbiamo fare, non sono differenze fra chi è nella nostra condizione oppure no, ma fra chi è sensibile e chi no.
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MessaggioOggetto: anch'io   Lun Mar 08, 2010 11:24 pm

extreme38 ha scritto:
e l'inizio del No non voglio fare la vittima, ma vorrei ricevere altre risposte dalle persone che mi amano. Oggi parlando con mia sorella le ho detto che quando i nostri amici chiameranno per vederci, visto che i LORO bambini avuti fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, stanno crescendo, io non me la sentirò di vederli e di trascorrere le giornate insieme come facevamo abitualmente in passato, non ce la faccio proprio. Lei mi ha risposto, quasi arrabbiata,"e perchè? Non capisco proprio, vuoi continuare ad isolarti?" Ma come faccio ad uscire, siamo gli unici senza bambini, sarebbe per me una tortura, possibile ch non si capisce la motivazione? c'è bisogno che lo spiego? Ma andate tutti a quel paese!!!

ho vissuto questa fase, ma sono stata fortunata perchè l'ho vissuta per poco tempo.
Fino a quando una mia carissima amica d'infanzia non mi fa vedere il suo video del parto. Io non la vedevo da un pò, causa distanze e a causa del mio essere "concentrata su me stessa". Come se fossi solo io ad avere dolori, come se il mondo si fermasse attorno a me. Nella vita ci sono cose belle, brutte, orrende e stupende. A volte riguardano noi, a volte riguardano altri. Quando ho visto il video della mia amica, lei era così fragile, felice e provata. Era ingenuamente felice di mostrarlo a me. E io mi sono commossa immensamente nel vedere una vita che nasceva, da una persona che, è stata ed è parte della mia vita. Ho sofferto si, ma ho gioito e quando penso alla sua bimba e a lei mamma, sono felice. No non sono una buona! Non voglio dire questo. Voglio dire che ho capito che il mondo non è fatto solo di me. Non gira intorno a me. C'è il mio dolore e c'è anche quello di altri. Per fortuna le mie amiche non mi capiscono. E specifico: PER FORTUNA. E forse io ancora non posso capire la mia amica, che non è colpevole di una gravidanza arrivata al primo tentativo, e quando lei aveva le minacce d'aborto ed ha partorito: IO NON SONO STATA CON LEI. Ho sbagliato. Ma umanamente ho sbagliato, come sbaglia umanamente chi non capisce me. E' difficile mettersi al posto degli altri, ed è la stessa cosa per altri nei nostri confronti. Non ti arrabbiare. Ma credimi anche se il dolore è tremendo e ti senti svuotata (almeno io provo questo) il mondo va avanti e anche gli altri hanno bisogno di noi, con figli o senza.
Un abbraccio
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MessaggioOggetto: Re: Non mi sento capita da nessuno   Mar Mar 09, 2010 11:19 am

...come quasi sempre, mi sento nel mezzo delle due posizioni.
Comprendo cosa voglia dire sentirsi non capite, domandarsi ripetutamente che cosa farebbe un'altra al nostro posto, domandarsi perchè mai gli altri non riescano proprio ad arrivarci, a quanto stiamo soffrendo.
Ma capisco anche chi dall'altra parte, nei nostri confronti, non sappia esattamente cosa dire o cosa fare.
Come dovrebbero trattarci? Come vorremmo essere trattate?
Sono sicura che se ci tenessero lontane da ciò che poterbbe farci star male, ci sentiremmo escluse.
Se invece ci coinvolgessero nelle loro gravidanze... maternità... vite con figli, vorremmo non lo facessero.
Insomma io continuo a credere nell'equilibrio... che nel nostro caso è fragilissimo e sottile... e che lo "sforzo" vada fatto da entrambe le parti... sempre il rapporto si aimportante per entrambi, naturalmente...
Vi racconto la mia... la settimana che abbiamo ritirato il primo catastrofico spermiogramma, mia cognata e mio fratello hanno annunciato la loro gravidanza. Arrivata naturalmente al primo colpo.
Non sono riuscita a smettere di piangere per due giorni interi e sapete perchè? si certo in parte era invidia... ma la cosa che più mi ha fatto soffrire è stato vedere mia madre e mio padre divisi tra un dolore enorme ed una gioia immensa (il primo nipote).
Loro che cosa dovrebbero fare?
Quando li guardo, penso che siano bravissimi, che siano i genitori migliori del mondo. Riescono a consolarmi ed essere empatici con quello che stiamo vivendo io e mio marito senza farci "pesare" la loro incontenibile felicità.
Non è tutto "rosa e fiori però", intendiamoci!! Quando siamo tutti e sei insieme, si sente la tensione, eccome... io cmq guardo mia cognata con invidia, non ve lo nascondo... e lei mi guarda "compatendomi"... nessuna delle due cose è bella... però i miei genitori riescono a farci sempre mettere l'una nei panni dell'altra... se io facessi finta di non invidiarla, sarei falsa e credo lei non lo vorrebbe... se lei "facesse finta di niente" con me, penserei che è solo egoista e menefreghista...
quello che sto cercando di dire è che non esiste un atteggiamento giusto ed uno sbagliato... come secondo me è troppo difficile decidere a priori se uscire con amici con figli o amci senza figli... io lo vivo in famiglia, mica posso escludere il mio unico fratello dalla mia vita per questo?? ...e poi quella che sta per nascere sarà la mia prima nipotina... certo che ogni tanto mi incazzo e penso di voler essere al loro posto, ma mica potrà avere una zia nevrotica questa piccolina, no???
in ogni caso... credo che nelle nostre delicate situazioni esista un mondo bello come questo forum, dove trovare chi ci capisce veramente, dove sfogare i nostri sentimenti, ansie, paure, incazzature ecc... ed esiste il mondo reale, dove non sempre questo si può fare... perchè tutto ciò che noi proviamo viene costantemente messo in relazione con ciò che provano gli altri.... di sicuro c'è chi è più sensibile e chi meno, e di sicuro anche il comportamento "formale" è importante, ma io penso che il nostro maggior sforzo vada fatto nel trovare il nostro equilibrio...
e lo dobbiamo fare per noi stesse, per i nostri uomini e per i nostri figli. Che arrivino o no... lo sapete meglio di me.. esistono già.
baci a tutte
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