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 Fecondazione assistita, via il divieto per omosessuali e single: deciderà la Consulta

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guapaloca
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MessaggioTitolo: Fecondazione assistita, via il divieto per omosessuali e single: deciderà la Consulta   Lun 09 Lug 2018, 09:58

Lo ha stabilito il tribunale di Pordenone al quale si erano rivolte due donne, l'Asl aveva rifiutato l'eterologa. La legge 40 sino a oggi prevede che possano accedervi solo le coppie, e formate da un uomo e una donna. "Una battaglia che unisce ragazze etero e gay per avere gli stessi diritti alla maternità" dicono dall'associazione Famiglia Arcobaleno
Sarà la Corte costituzionale a decidere se le coppie gay, ma anche le donne eterosessuali single, hanno diritto ad accedere alla fecondazione assistita. Fino ad oggi la legge 40, che regolamenta la materia, prevedeva che potessero accedere alla procreazione assistita solo coppie stabili formate da un uomo e una donna. Il tribunale di Pordenone - giudice Maria Paola Costa - ha accolto infatti la richiesta di una coppia di donne omosessuali, alle quali era stata rifiutata la fecondazione assistita e l'eterologa, di sollevare la questione di legittimità costituzionale delle norme che attualmente vietano in Italia l'accesso alla procreazione medicalmente assistita a chi non è in coppia eterosessuale.

Toccherà insomma alla Corte costituzionale decidere se la legge 40 viola l'uguaglianza dei diritti tra le persone, in questo caso in base all'orientamento sessuale e in fondo anche alla vita sentimentale. "Una buona notizia, siamo felici, la decisione del tribunale è un segno positivo per gli omosessuali ma anche per tutte le donne etero, è una battaglia di civilità per chi è in coppia, e per chi è single: tutti devono avere gli stessi diritti", dice Marilena Grassadonia, presidente Famiglie Arcobaleno.

Perché sono sempre di più le donne, anche eterosessuali, che stanche di aspettare l'uomo giusto con cui mettere su famiglia, decidono di avere figli da sole. E si ritrovano costrette ad andare all'estero, per coronare il loro sogno di maternità a caro prezzo, se non trovano amici compiacenti disposti a fingersi compagni per la vita davanti alle Asl italiane.

In Italia infatti che una donna sia eterosessuale o gay poco cambia, secondo la legge se è sola non puo accedere alla fecondazione assistita. Deve essere in coppia, convivente o sposata con un uomo. Cosa ben diversa in altri paesi europei, dalla Spagna all'Olanda.

Questa sarà la prima volta che la Consulta affronterà il tema della fecondazione legato al concetto di coppia e all'omosessualità, mentre negli anni tra Corte Costituzionale e tribunali sono ben 39 le sentenze che hanno abbattuto i divieti della legge, dal divieto di eterologa, all'obbligo di impiantare tutti gli embrioni.

Questa volta il ricorso alla Consulta nasce da un episodio accaduto a giugno in Veneto: a una coppia di donne , unite civilmente, era stata rifiutata la fecondazione assistita dalla Asl. Le due non si sono arrese decidendo di trascinare l'Asl in tribunale per ottenere un provvedimento di urgenza. Ora la decisione del tribunale di Pordenone di rinviare la decisione alla Corte costituzionale.

"La Consulta è già intervenuta due volte in passato su questa legge, sdoganando l'eterologa. Siamo fiduciosi sull'accoglimento della nostra istanza e sul riconoscimento dell'orientamento secondo il quale negare questa procedura alle coppie omosessuali è una discriminazione inaccettabile". Cosi l'avvocata Maria Antonia Pili che ha seguito la storia delle due donne.

"Una ha già avuto due figli con la fecondazione in Spagna, la compagna voleva concepirli a Pordenone dove vivono, dove c'è un centro famoso in Italia, una vera eccellenza in materia. E invece la legge lo vieta. Perché devono essere costrette ad andare all'estero per poi partorire in Italia? Diventa una questione di censo, di ricchezza. Un'ingiustizia anche perché sappiamo bene che la cosa riguarda tutte, etero e gay, sono tantissime le donne che spendono migliaia di euro e vanno oltre confine per diventare mamme. E d'altra parte questa legge 40, nata male anni fa, è stata cambiata a furia di ricorsi dalle storie della gente, e dagli avvocati, dai tribunali. La società a la giurisprudenza sono in linea, ma è la politica che spesso arranca".

Lanfranco Tenaglia, presidente del tribunale, spera in una sentenza della Consulta entro un anno e mezzo: "Quella assunta oggi è una decisione molto importante su una questione delicatissima. Viene investita la Corte costituzionale sulla presenza di un'eventuale lesione dei principi costituzionali, in presenza di una legge che consente solo alle copie eterosessuali di accedere alla procreazione assistita. Il tribunale ha fatto un lavoro egregio - ha aggiunto Tenaglia - molto approfondito e in pochissimo tempo. Adesso il giudizio è sospeso in attesa della decisione della Corte tostituzionale, che prevedo si esprimerà nel giro di dodici-diciotto mesi".

Esulta l'Associazione Luca Coscioni, "da anni in prima linea per abolire la legge 40/2004", per la decisione del Tribunale di Pordenone. Una legge che "impedisce di fatto le buone pratiche mediche della fecondazione assistita in Italia" e contro la quale l'Associazione "si è battuta e si batte ancora oggi (dopo aver dato vita al referendum del giugno 2005) affinché questa legge venga sostituita da una disciplina più europea, laica e liberale, anche e soprattutto utilizzando i ricorsi giudiziari".
http://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/04/news/gay_e_diritto_alla_fecondazione_assistita_decidera_la_consulta-200856048/
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