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 Maternità surrogata

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guapaloca
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MessaggioTitolo: Utero in affitto, la madre può dichiararsi   Sab 19 Nov 2016, 15:30

Non commette reato di falsa certificazione la donna che dichiara di essere la madre di bambini nati con la maternità surrogata, con fecondazione eterologa, se in quel Paese (l’Ucraina, in questo caso) la pratica è lecita. La Cassazione, con la sentenza 48696, respinge il ricorso del procuratore generale contro l’assoluzione e ricorda che la legge ucraina subordina la possibilità di ricorrere al cosiddetto utero in affitto, al fatto che uno dei due committenti sia anche il genitore biologico, circostanza che ricorreva nella causa esaminata, nella quale il marito della signora era il padre del bambino.

In tal caso è la stessa legge del luogo ad imporre al genitore “sociale” di mettere il suo nome sull’atto di nascita. I giudici della sesta sezione penale, escludono dunque il dolo del delitto, previsto dall’articolo 567 secondo comma del codice penale. Per i giudici manca anche l’elemento oggettivo del reato.

Una conclusione raggiunta in considerazione dell’evolversi nel tempo del concetto di stato di filiazione, non più legato ad una relazione necessariamente biologica, ma sempre più considerato legame giuridico. I giudici fanno l’esempio dei figli avuti con la fecondazione eterologa. Nel dichiarare l’incostituzionalità del divieto di ricorrere a tale pratica la Consulta ha rilevato come la Carta non presupponga una nozione di famiglia inscindibilmente legata alla presenza di figli o come questi possano essere presenti indipendentemente dal dato genetico.

La Cassazione esclude quindi che ci sia materia per ravvisare il delitto di alterazione di stato nella richiesta di registrazione dell’atto di nascita di un figlio avuto da una coppia di coniugi che ha fatto ricorso a tali pratiche, anche in assenza di un rapporto di discendenza strettamente genetico con il minore.

Sul fronte della trascrizione in Italia dell’atto straniero, la Suprema Corte fa riferimento alle sentenze “gemelle” (65192/11 e 65941/11) con le quali la Cedu ha riconosciuto un’ampia discrezionalità agli stati in tema di maternità surrogata. Un margine che però, su indicazione di Strasburgo, deve essere superato quando il mancato riconoscimento giuridico riguarda un rapporto di filiazione nel quale c’è un genitore biologico.
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guapaloca
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MessaggioTitolo: Re: Maternità surrogata   Gio 23 Mar 2017, 19:47

"Magari non cambierai il mondo, ma potrai dare il mondo a qualcuno". Il post di una madre surrogata è virale
Melissa Holman è una mamma sulla trentina, ha tre figli, è sposata con l’amore della sua vita, ha una sorella, è una figlia a sua volta ed è una scrittrice. E’ così che Melissa Holman, autrice di un post diventato virale nei giorni scorsi, inizia la sua descrizione sul suo profilo Facebook. Un post che ha a che fare con la maternità surrogata, con il cosiddetto “utero in affitto”. Una pratica medica vietata in Italia, ma che in altri Paesi è legale. Come in Australia, dove la Holman (infermiera e studentessa di ostetricia) vive. E’ legale in tutta l’Australia, ma solo in forma gratuita: se si riceve denaro per portare a termine la gravidanza per qualcun altro la pratica viene considerata un reato.
Nel febbraio del 2016 a Parigi si è tenuto un convegno per l’abolizione universale della surrogazione di maternità , organizzato dalle associazioni femministe francesi e patrocinato dal parlamento di Parigi, al quale hanno aderito ricercatrici, giuriste, medici, attiviste e attivisti per i diritti umani di tutto il mondo. A conclusione dei lavori dell'assemblea, è stata formulata la richiesta formale perché la pratica della maternità surrogata venga proibita e resa illegale in tutto il mondo in quanto ritenuta "disumanizzante" e contraria alla dignità e ai diritti delle donne e dei neonati. Ma c’è chiaramente chi, come Melissa Holman e come chi ha apprezzato il suo gesto e il suo post (ripreso dalla blogger Constance Hall e da Love What Matters ), è totalmente a favore della maternità surrogata.


Melissa Holman è una mamma sulla trentina, ha tre figli, è sposata con l’amore della sua vita, ha una sorella, è una figlia a sua volta ed è una scrittrice. E’ così che Melissa Holman, autrice di un post diventato virale nei giorni scorsi, inizia la sua descrizione sul suo profilo Facebook. Un post che ha a che fare con la maternità surrogata, con il cosiddetto “utero in affitto”. Una pratica medica vietata in Italia, ma che in altri Paesi è legale. Come in Australia, dove la Holman (infermiera e studentessa di ostetricia) vive. E’ legale in tutta l’Australia, ma solo in forma gratuita: se si riceve denaro per portare a termine la gravidanza per qualcun altro la pratica viene considerata un reato.

Nel febbraio del 2016 a Parigi si è tenuto un convegno per l’abolizione universale della surrogazione di maternità , organizzato dalle associazioni femministe francesi e patrocinato dal parlamento di Parigi, al quale hanno aderito ricercatrici, giuriste, medici, attiviste e attivisti per i diritti umani di tutto il mondo. A conclusione dei lavori dell'assemblea, è stata formulata la richiesta formale perché la pratica della maternità surrogata venga proibita e resa illegale in tutto il mondo in quanto ritenuta "disumanizzante" e contraria alla dignità e ai diritti delle donne e dei neonati. Ma c’è chiaramente chi, come Melissa Holman e come chi ha apprezzato il suo gesto e il suo post (ripreso dalla blogger Constance Hall e da Love What Matters ), è totalmente a favore della maternità surrogata.

"Un paio di settimane fa ho dato alla luce un bambino - esordisce Melanie nel suo post - Questa sono io che stringo tra le braccia. E’ un perfetto neonato urlante, uscito dal mio ventre e messo gentilmente tra le amorevoli braccia di sua madre. Quelle braccia non erano le mie. Lei è accanto a me in questa foto. Io sono una madre surrogata e lui è il secondo bambino che metto tra le braccia di un’altra mamma. Essere una donna è molto più che avere figli. Ma, per molte donne, essere madre è il ruolo più importante e gratificante che si troveranno a giocare. Diventare madri sembra facile, ma non lo è. Ho imparato che non sempre è semplice, una coppia su cinque ha problemi di fertilità. Sono rimasta incinta facilmente dei miei figli, non avevo mai pensato a quanto potesse essere difficile per qualcuno. Mentre lavoravo come infermiera mi sono imbattuta in una donna in lacrime. Era devastata dopo l’ennesimo tentativo fallito di fecondazione in vitro. Tutto quello che volevo fare era risolvere i suoi problemi".

"La prima volta ho donato i miei ovuli ad una donna che aveva cercato di avere un figlio per 13 anni. Finora sono nati 18 bambini utilizzando gli ovuli che ho donato. La settimana scorsa ho assistito ad una lezione universitaria sul femminismo. Un tempismo perfetto. Un corso accelerato sulle cose incredibili che noi donne possiamo fare quando uniamo le forze. Mentre sostengo queste donne per la loro infertilità, ogni volta mi sorprendo per la loro forza, la resilienza, la determinazione. Più di tutto, la loro infinita capacità di amare e la cura per le proprie sorelle".
"Ora ho capito quanto noi tutti siamo simili. Una donna qualunque che ama le altre donne. Ho visto incise sui loro volti la paura, la tristezza, la speranza, l’eccitazione dopo un lungo viaggio tra aborti spontanei e ripetuti tentativi di fecondazioni in vitro. I loro sogni di coccolare il proprio figlio apparentemente più vicini. Il fatto che entrare a far parte del gruppo delle mamme potesse presto entrare a far parte della loro storia. Sono fiere, coraggiose e determinate nel continuare a provare, anche quando hanno paura di sentirsi deluse ancora una volta. La perseveranza ha ripagato molte di loro. Ora sono mamme che ricevono collane arcobaleno fatte di maccheroni per la festa della mamma, proprio come me. Ma non è stato facile. In tutte queste donne, in chi dona, in chi ne trae beneficio, in chi non ha mai concepito, ho trovato il significato di forza, resilienza, amore. Forse non potrai cambiare il mondo, ma puoi dare il mondo a qualcuno e cambiargli la vita”.
http://www.huffingtonpost.it/2017/03/17/post-madre-surroga-holman_n_15425622.html
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