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 Maternità surrogata

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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 30 Gen 2016, 20:49

Utero in affitto: e se legalizzarlo ci aiutasse a viverlo per ciò che è, un dono?

Pensieri e domande sulla tanto dibattuta questione dell’utero in affitto.

Qualche giorno fa una notizia di cronaca ha attirato la mia attenzione. Giovani disoccupate che per mille euro si sottoponevano a un ciclo di bombardamento ormonale, al fine di farsi prelevare ovuli destinati alla fecondazione eterologa. Per altri 500 euro portavano un’amica disposta allo stesso trattamento.

Una storia di povertà, emarginazione, corpo mercificato e medici pronti a capitalizzare la disperazione.

Una storia che non è tanto lontana da quella di indiane, cinesi e thailandesi che per pochi spiccioli mettono a disposizione il proprio utero, affinché faccia da culla ai figli di coppie dei Paesi ricchi.

Solo che le protagoniste sono italiane. Lo scenario, una clinica milanese.

L’orrore è tanto. Eppure, non per questo rimetterei in discussione la pratica della fecondazione eterologa, divenuta nuovamente possibile in Italia nel 2014.

Da sempre, le innovazioni scientifiche spalancano voragini etiche.

Persino la donazione di organi, passaggio epocale nella storia della medicina, ha aperto le porte a un macabro mercato nero.

Vietare l’accesso a queste pratiche mediche è davvero la strada per opporsi al cattivo uso che se ne può fare?

Nel caso della maternità surrogata, o utero in affitto, c’è una fortissima richiesta e c’è un mercato senza scrupoli pronto a soddisfarla. Mi chiedo se legalizzarla non sia il miglior modo per imporre regole etiche, per impedire che questa pratica esca dai confini del “dono”, per proibire che venga attuata in cambio di un corrispettivo economico.

È una domanda semplice, a cui il dibattito in corso, intriso com’è di ideologia, non riesce a dare risposta.

Sì, lo so. Il problema è che non riusciamo a empatizzare con il bisogno che è all’origine della maternità surrogata. Perché voler essere genitori per forza?

Io non lo so. Così ho letto le storie di chi ha donato l’utero gratuitamente e di chi ha ricevuto il dono.

Sono storie di infinito amore, da entrambe le parti.

Dopo averle lette ho capito una sola cosa. Che non me la sento di giudicare un bisogno di genitorialità, per il solo fatto che a me sia ignoto.

http://giornimoderni.donnamoderna.com/societa/utero-affitto
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Gio 04 Feb 2016, 12:48

La strana alleanza contro la maternità surrogata

Chiara Lalli, bioeticista

È più raro e impopolare, rispetto a qualche anno fa, condannare le unioni civili. Sebbene permangano proteste particolarmente arretrate, la furia si è spostata sulla maternità surrogata. “Gli adulti va bene, ma i figli?”. Schiavitù, sfruttamento, mercificazione, sacralità della madre sono i termini che ricorrono in un dibattito sbilenco e caratterizzato da argomenti emotivi e irrazionali.

La maternità surrogata ha compiuto anche una specie di miracolo: ha messo d’accordo ultraconservatori, prolife, entusiasti o ignari partecipanti al Family day e femministe di tutto il mondo (o almeno alcune di loro). Ieri il comunicato dell’associazione ProVita, “Elisa Gomez: il dramma di una madre surrogata”, e il convegno internazionale per il divieto universale della surrogata, organizzato da alcune associazioni lesbiche e femministe presso l’assemblea nazionale di Parigi, sembravano provenire dallo stesso schieramento. Mano nella mano. Contrari alla surrogata di tutti i paesi, unitevi!

Il comunicato di ProVita sulla conferenza stampa di ieri in senato è perfetto: “Maternità surrogata: voce alle vittime”. Si prende un caso singolo, quello di Elisa Gomez, e lo si rende legge universale.

Accanto a Gomez si elencano parole magiche come “dramma”, “madre” (anche se surrogata – che poi ci sarebbe molto da dire sulla frammentazione della madre e sulla conseguente necessità di intenderci sulle parole che usiamo; la gestazione non è una condizione né sufficiente né necessaria per essere madri), “pittrice, organizzatrice di mostre, terapeuta a fianco di disabili e malati” (perché se faceva la ballerina di lap dance sarebbe stata meno presentabile) e si parla di scelta compiuta per necessità.

Ora, o scegli o sei soggiogato dalla necessità. Ma andiamo avanti.

L’ossessione per la coercizione e l’illusione che sia lo strumento migliore è una malattia recente

Il “dramma senza fine” di Gomez è il suo rimpianto. Dieci anni fa ha fatto da portatrice in una maternità surrogata per una coppia gay. Chissà se il rimpianto sarebbe stato diverso con una coppia etero.

Gomez ora è pentita. Consumata dal rimpianto di quella scelta (per necessità, ribadiamo il nonsense).

È il rischio insito nella possibilità di scegliere: pentirsi. Ma cosa significa questo, al di là della storia singola? Quasi nulla. Soprattutto se si evita con cura di citare quante donne hanno scelto (ripeto, scelto) di offrirsi come portatrici e non si sono pentite.

Come non significa nulla tentare la stessa fallace strategia con l’interruzione volontaria di gravidanza (è l’invenzione della sindrome post abortiva) e come non serve in nessun altro caso.

Se Mario si è sposato liberamente e poi ha divorziato e ora è pentito, sono forse da condannare i matrimoni, i divorzi e la facoltà di scegliere? Se ha fatto amicizia con qualcuno che poi l’ha tradito e derubato, dobbiamo salire su una sedia e declamare: “Non fate amicizia con nessuno perché sarete traditi e derubati!”. Anzi, vietiamolo per legge così stiamo più tranquilli.

L’ossessione per la coercizione e l’illusione che sia lo strumento migliore è una malattia recente. Dopo la faticosa conquista delle libertà, assistiamo a un rinculo di bigottismo e paternalismo e moralismo che nemmeno nel ventennio, spesso da parte di chi gode di quelle libertà (in senso formale e sostanziale, negativo o positivo per dirla con Benjamin Constant). Pensare poi che la coercizione possa risolvere tutte le difficoltà è il risultato di una miopia imbarazzante. Qualcosa non vi piace? Vietiamola! Facciamo moratorie universali! Lanciamo petizioni, tanto basta firmare mica serve capire. Se siamo tanti, allora vuol dire che abbiamo ragione! Nemmeno fosse una riunione di condominio.

Al contrario, è indicibile il pensiero opposto: ho fatto un figlio, faccio la madre e sono pentita

Se Gomez ha potuto scegliere, poi, è bizzarro che si presti alla volontà di negare la scelta agli altri. Ma gli ex fumatori sono spesso i più feroci intolleranti verso i fumatori attuali. Anche se vivono altrove. È una intolleranza esistenziale, una forma di io ti salverò e, soprattutto, è per il vostro bene. Le avete viste le lastre dei fumatori?

È ancora più facile essere paternalisti a posteriori o essere certi, tardivamente, della scelta giusta. Ed è anche facile pentirsi di aver rinunciato a un figlio quando si è fatta questa scelta. Al contrario, è indicibile il pensiero opposto: ho fatto un figlio, faccio la madre e sono pentita. Mai, nessuna donna mai può pentirsi di essersi riprodotta e di fare la madre!

In altre parole, le strade dei nostri pentimenti e dei possibili rimorsi sono tortuose e a volte imprevedibili. Ogni volta che scegliamo X escludiamo tutti i non X, e a volte la scelta è faticosa, conflittuale, contraddittoria. È quella meno insoddisfacente o meno dannosa. A volte può essere sbagliata, ma la valutazione tardiva è spesso annebbiata da un revisionismo emotivo e contestuale che non giova alla lucidità dell’analisi.

Manco a dirlo, il rimpianto non dimostra nulla, né può sostenere un’accusa o costituire la base per la coercizione legale.

ProVita poi insiste: la “nuova schiavitù degli uteri in affitto”, una “forma di tratta di esseri umani”, il “mercato di donne e bambini”.

Era già successo con la storia di Baby M, e in quel caso ci furono addirittura inseguimenti e fughe. Anche allora, come per Gomez, la portatrice aveva donato l’ovulo, quindi la gestante era anche madre genetica. Ancora una volta dovremmo ripetere quanto già detto: un incidente non fa una regola, non dimostra l’immoralità di una scelta o la ripugnanza di una decisione.

Sempre ieri c’è stato un incontro mondiale a Parigi per vietare in tutto il mondo la surrogacy – o meglio, per abolirla. È confortante che nella Carta per l’abolizione universale della maternità surrogata, firmata alla fine del convegno, non si faccia distinzione tra casi, giudicando intrinsecamente questa pratica come una forma di sfruttamento e altri orrori. È anche consolante che gli abusi vengano confusi con le scelte (oh, no, nessuna donna può scegliere diversamente da quanto stabilito da queste femministe).
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Dom 07 Feb 2016, 19:23


Quegli atti d’amore dietro i diritti negati
In diversi paesi la maternità surrogata è legale. 
Si riconosce così quanto altruismo ci sia nell’offrire un “riparo temporaneo” al figlio di qualcun altro

Ci sono diritti universalmente riconosciuti e altri che invece ci mettono più tempo a entrare nella consuetudine, a essere percepiti come normali e quindi come “naturali”.

Questo ci fa comprendere che si parla di naturalità con troppa leggerezza, e spesso viene percepito come naturale ciò che non lo è affatto, ma che è entrato a far parte delle nostre vite tanto da sembrare un “prodotto di natura”.

E poi naturale viene contrapposto ad artificiale, come se tutto ciò che è artificiale fosse una costruzione che, non esistendo in natura, non ha motivo d’essere. Io mi limito a fare due osservazioni. La prima: essendo l’uomo un prodotto di natura, tutto ciò che crea è a sua volta naturale. La seconda: qualcuno percepisce come innaturale e quindi artificiale la fecondazione assistita, l’eterologa o la pratica della maternità surrogata, ma non le cure che dovessero rendersi necessarie per portare a termine una gravidanza difficile.

Questa mia non è una provocazione, intendo solo dire che avere un figlio diventa un diritto solo in presenza di un divieto espresso, di una oggettiva difficoltà che può sperimentare chiunque. Avere un figlio non è un dovere, ma un piacere che nessuno può vedersi negato. Tantomeno se a vietarlo sono preconcetti e disinformazione.
Qui faccio un salto logico: spesso chi è contrario alla fecondazione assistita, all’eterologa e poi alla maternità surrogata con l’argomentazione che avere un figlio non è un diritto, poi magari è assolutamente favorevole alla vita sostenuta da macchine e contrario a qualunque forma di eutanasia anche quando non si tratta di suicidio assistito, ma come nel caso di Piero Welby, di una “naturale” conseguenza della malattia.

Queste contraddizioni risultano tanto evidenti da azzerare ogni possibilità di dibattito reale. Ci troviamo al cospetto di chi crede in Dio, e in uno Stato laico vorrebbe che la vita fosse calibrata su un testo di letteratura sacra e chi ci governa, per non perdere una manciata di voti (Papa Francesco non ha in alcun modo appoggiato il Family Day), lascia al Parlamento libertà di coscienza, ovvero la libertà di limitare la libertà altrui.

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MessaggioOggetto: segue   Dom 07 Feb 2016, 19:24

In tutto questo si scende in piazza per difendere la famiglia tradizionale, per difendere i diritti dei bambini che devono poter avere una mamma e un papà e per difendere i diritti delle donne che non devono essere sfruttate nella loro capacità di procreare. Ma l’unica cosa davvero evidente è la disinformazione subita dai più e inflitta da chi contribuisce ad alimentare le più assurde delle paure.

A nessuno è venuto in mente che la famiglia non è né tradizionale né moderna, ma è semplicemente composta da persone che si amano. Che esistono paesi in cui le unioni di fatto omo ed etero sono regolamentate per legge: in Italia ci si appella al buon senso e alle consuetudini per le coppie etero. Che esistono paesi in cui le coppie omosessuali possono contrarre regolarmente matrimonio, possono adottare figli interni alla coppia (stepchild adoption), esterni, o possono ricorrere alla pratica della maternità surrogata. Che esistono paesi in cui la pratica della maternità surrogata non solo è legale, ma è anche riconosciuta per quello che è: un atto incredibile di altruismo e di amore.

In alcuni casi la maternità surrogata è consentita solo in forma altruistica (come in Canada), in altri prevede un compenso per la donna che si sottopone a inseminazione artificiale, che deve interrompere il proprio lavoro per il tempo della maternità. Si tratta di un rimborso spese perché come è chiaro, soprattutto a quanti sentono di dover difendere i diritti dei bambini, non ci sarebbe prezzo giusto per un dono tanto grande. Un dono che a volerlo comprare non basterebbe tutto l’oro del mondo. Ci sono paesi in cui questa pratica è consentita solo a coppie etero e sposate, altri in cui possono avere accesso anche coppie di fatto, coppie omosessuali e single. Ma una cosa deve essere chiara, più di ogni altra: ovunque ci sia una regolamentazione ci sono anche diritti per tutti, per le donne che come atto d’amore offrono un riparo temporaneo al figlio di chi non può “naturalmente” averne, e per i bambini che nascono da questi atti d’amore. Eh sì, perché non si tratta di sfruttamento e di infelicità, ma di struggenti atti d’amore e di incredibile altruismo che tolgono il fiato e riempiono gli occhi di lacrime.

Quanto amore c’è in tutto questo non è mai tardi per comprenderlo.

http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2016/02/03/news/quegli-atti-d-amore-dietro-i-diritti-negati-1.248754
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Ven 12 Feb 2016, 20:28

avete letto questa?
Maternità surrogata, coppia vince con l'esame del Dna

I gemelli, nati in Ucraina, non andranno in adozione. Il tribunale: hanno un padre biologico e una madre sociale

PISA. Lui è il padre biologico. Lei la "madre sociale" che, nell'alba di una sintassi familiare in costruzione, significa che di suo mette solo l'amore per la creatura cresciuta nel grembo di un'altra donna. Loro sono due gemellini venuti al mondo attraverso la maternità surrogata. La coppia lucchese che nel 2015 è rientrata in Italia proveniente da Kiev con due neonati, maschio e femmina, ha rischiato di vedersi portare via i bimbi avuti con l'utero in affitto di una giovane ucraina. La Procura voleva darli in adozione perché nell'istantanea del caso scattata all'aeroporto non riteneva che i piccini fossero i loro figli biologici. Le mezze verità raccontate dalla coppia lucchese alla polizia di frontiera allo scalo di Fiumicino e altre lacune al momento di chiarire il loro stato di famiglia, avevano dato il via alla segnalazione alla Procura per i minorenni di Roma che, per competenza territoriale, l'aveva poi girata a Firenze.

ESAME DEL DNA. L'esame del Dna cui il papà si è sottoposto all'ospedale di Pisa ha, però, certificato il "cinquanta per cento" della genitorialità tradizionale. E anche il contesto familiare, di pieno inserimento sociale, dove i gemellini vivono, ha convinto il Tribunale per i minorenni di Firenze a respingere la richiesta di adottabilità. Per la presidente del Tribunale, Laura Laera «in adesione alle evoluzioni giurisprudenziali europee, figlie di una visione pluralista della famiglia, l'uomo risulta padre biologico dei minori mentre la moglie va considerata "madre sociale" degli stessi, il che va ad ulteriormente confermare l'assenza di stato di abbandono morale e materiale dei minori, seppure nati da un progetto genitoriale parzialmente svincolato dal paradigma naturalistico». In questa prima battaglia la coppia, residente nella Piana lucchese, ha evitato che i due gemellini venissero dati in adozione. Il Tribunale per i minorenni sottolinea che per questa causa «non hanno rilievo né gli esiti di un eventuale procedimento civile per il disconoscimento della maternità, né il procedimento penale per il reato di alterazione di stato civile».

SPERANZA E BUSINESS. La storia della coppia mette infila aspettative di paternità e maternità inseguite e mancate. Delusioni e spese per raggiungere un sogno che, alla fine, si realizza solo grazie all'aiuto, monetizzato, di un'altra persona. Una vicenda privata che diventa simbolo di un percorso a ostacoli dove lo slalom tra le leggi prevede anche l'inciampo di finire davanti ai giudici. Ci sono i soldi di mezzo, certo. A Kiev si trovano cliniche specializzate che mettono a disposizione donne pronte, dietro compenso, a sostituirsi alle aspiranti mamme che non possono avere figli. C'è chi lo chiama turismo procreativo e la voglia di figli fa da moltiplicatore a un business dall'etica controversa. In Ucraina la maternità surrogata (utero in affitto) è consentita se effettuata con almeno il 50 per cento del patrimonio genetico di uno dei genitori. È il caso della coppia lucchese che, dopo diversi tentativi in Italia e in Spagna, ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita omologa, all'ennesimo fallimento decide di rivolgersi ai medici ucraini.

LE BUGIE ALLA FRONTIERA. A fine 2014 nascono i due gemellini. E quando la famiglia rientra in Italia da Kiev, la polizia coglie più di una incongruenza nelle dichiarazioni dei genitori. Soprattutto sulle date di ingresso in Ucraina e sulla mancata indicazione della ginecologa che avrebbe dovuto seguire la nascita dei bimbi oltre che sull'assenza di documentazione medica. Avviata la procedura di adottabilità per i neonati, la coppia in Tribunale conferma le bugie a fine di bene e, a sostegno di un'aspirazione coltivata da anni anche con percorsi psicologici, pure i servizi sociali del Comune di residenza descrivono i due come un «nucleo ben inserito socialmente e assistito da una solida rete familiare e di amicizie. L'abitazione nella quale risiedono i due minori risulta idonea alla loro crescita ed al loro benessere psico-fisico e gli stessi sono materialmente seguiti, oltre che dalla coppia, da due baby sitter, mentre a livello sanitario, sono regolarmente monitorati dal pediatria di famiglia». Il bene del minore prima di tutto. Nella sentenza il Tribunale sottolinea un punto fermo, quello del padre biologico, e riconosce un'altra forma di genitorialità, di tipo "sociale". Il sigillo sul lieto fine della storia arriva anche
dalla Corte europea per i diritti dell'uomo, ripresa nella sentenza, secondo la quale «l'esigenza di tutelare l'ordine pubblico non può essere utilizzata in modo automatico, senza prendere in considerazione il miglior interesse del minore e la relazione genitoriale, sia essa biologica o no».
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Ven 12 Feb 2016, 21:38

Complimenti per il tuo lavoro.......riporti sempre notizie interessanti.
Innanzitutto vogliate scusare la mia ignoranza in materia giuridica, ma proprio non capisco e non riesco ad accettare il tanto caos sulla maternità surrogata.
Attualmente...dopo dure lotte a suon di scartoffie, è stata ammessa anche in Italia la fecondazione eterologa (i tempi cambiano.....il mondo cambia).
La madre surrogata invece non viene accettata...per cosa poi ? Per sfruttamento di giovani donne ????????
Ma perché... l'ovodonazione ? Come...prima era vista anch'essa come potenziale sfruttamento di giovani donne...ora non più ?
Nel mondo della pma, girano un sacco di soldi.........da sempre...solo che ad arricchirsi non mi risultano essere i donatori, ma bensì le cliniche e i vari staff medici.
Un donatore (uomo o donna che sia), ricevono un ricompenso...ma non ci si arricchisce di certo. Ma perché si vuole vedere sempre e solo il discorso di sfruttamento del corpo femminile......ma perché...non ci possono essere donne che lo fanno in modo altruistico per aiutare altre donne / coppie ?
La società sta cambiando...in tutti i sensi........è innutile girare la testa altrove per non vedere la realta !
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 13 Feb 2016, 22:35

io cmq credo che molte donne lo fanno per i soldi, o meglio, ANCHE per i soldi o sopratutto per i soldi, nei paesi del terzo mondo, est europa, ecc.. Ma non credo assolutamente che sono sfruttate o costrette, anzi, secondo me sono loro che cercano queste strade per vari motivi, non vedo assolutamente nessun sfruttamento.
ho pagato 5 mila euro per una ovodonazione, non so quanti soldi abbia percepito la donatrice in ucraina, ma credo circa 500 (vabbe, anche se 350 o 600 cambia poco), in un paese con lo stipendio medio di circa 200 euro, sono un bel po di soldini, vero? In italia lo stipendio medio mettiamo sia circa di 900 euro (vfc ISTAT!), quante ragazze italiane sarebbero disponibili a donare a, diciamo, 2000 euro per ogni stimolazione? e quante ragazze italiane avrebbero fatto da mamma surrogata per 50 mila euro?
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 13 Feb 2016, 22:36

http://www.marieclaire.it/Attualita/interviste/Utero-in-affitto-2-madri-raccontano-la-loro-storia
interessante questo!!
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Gio 25 Feb 2016, 22:40

http://27esimaora.corriere.it/articolo/mamme-mie-surrogate-donatrici-intenzionali/
http://www.donnamoderna.com/attualita/utero-in-affitto-dove-e-legale
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 27 Feb 2016, 17:21

http://www.la7.it/piazzapulita/video/surrogacy-parla-in-esclusiva-la-direttrice-di-una-clinica-di-kiev-25-02-2016-175905
avete visto questa?
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 02 Mar 2016, 21:40

Mamme surrogate, ecco come motivano la loro scelta
Maternità
29 febbraio 2016
di Elisabetta Pinna

Una delle cose più semplici che si possa fare è quella di puntare il dito contro e giudicare chi la pensa in modo diverso dal nostro. Questi giorni che l'argomento unioni civili tra coppie omosessuali e stepchild adoption sta impazzando in ogni dove, tutti giudicano tutto.

Ma se ci si fermasse un attimo a scoprire quali sono le motivazioni che spingono a prendere una determinata decisione piuttosto che un'altra? E se ci si chiedesse il perché invece di sentenziare? Magari pur rimanendo, con ogni buon diritto, della propria opinione che però sarà espressa con cognizione di causa.

Ecco allora le motivazioni di alcune mamme surrogate, ovvero quelle mamme che vengono etichettate come surrogate perché scelgono, chi per un motivo, chi per un altro, di affittare il proprio utero permettendo a chi non può avere figli, che siano coppie etero o omosessuali, di averne.

Lasciamo perdere per un momento il discorso etico, sul quale ogni parere è lecito, si può essere favorevoli, magari per federe religiosa, o meno. Lasciamo perdere per un momento anche la sessualità della coppia adottiva e concentriamoci invece sulle motivazioni che spingono alcune donne a mettere a disposizioni di estranei il proprio corpo.
Perché diventare mamme surrogate?

Troppo facile pensare subito al denaro. Le gravidanze surrogate possono essere anche a pagamento (in certi paesi ricevere compensi è illegale, come in Canada), non si può negare.

Non lo nega Mandy Stores, che grazie anche a un'infanzia particolare ha deciso di diventare madre surrogata per vocazione, al punto che lavora per l'ufficio stampa di "Growing Generations", una delle agenzie di maternità più importanti degli Usa.

O Carrie Sylvester, 41 anni, sposata da 22 e con due bambini, ha surrogato il suo utero ben tre volte. La donna afferma che è riuscita a far capire ai suoi figli quando si tratta di una pancia e non di un fratellino. L'input per surrogare l'utero è arrivato in seguito alle difficoltà che ebbe la sorella per rimanere incinta e che quando finalmente ci riuscì partorì un figlio con gravi problemi cognitivi. Mandy ammette tranquillamente che per surrogare viene pagata, e non si vergogna di prendere del denaro perché offre il suo corpo con coscienza e cognizione.

C'è poi Jasmine, una donna canadese che affitta l'utero a titolo gratuito, anche perché in Canada non si possono ricevere compensi, e che si presta solamente per coppie omosessuali.

Insomma, nobili le motivazioni di tutte, scaturite da diversi percorsi. Per quanto riguarda i compensi, laddove si possono ricevere, si oscilla tra i 25 e i 32 mila euro. Chi richiede la surroga però deve aggiungere ulteriori spese come quella dell'impianto degli embrioni e delle spese mediche arrivando quindi a un totale di circa 140 mila euro.

http://www.mamme.it/mamme-surrogate-motivano-la-scelta/
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 09 Mar 2016, 22:43

«Utero in affitto, il proibizionismo è perdente: subito una legge»

Cesare Zapperi

«Abbiamo assistito ad un vociare disordinato con punte di volgarità insopportabili. Forse è il contrappasso sguaiato a 20 anni di silenzio totale sui diritti civili, meritorie eccezioni a parte e quasi tutte legate alla famiglia radicale». Emma Bonino era lontana dall’Italia quando il Senato ha approvato, tra canguri mancati e scambi di insulti, la legge sulle unioni civili. Ma non è solo per lo spettacolo che si è evitata che non nasconde un certo fastidio.

Cos’è che non la convince?
«È stato fatto un passo avanti, una tardiva presa d’atto della realtà. Come non ricordare i Dico del 2007? Mentre il Parlamento si perdeva in giochini inenarrabili il Paese è andato avanti. Anzi, dirò di più: gli italiani hanno interiorizzato la cultura del “mi arrangio da solo”. Come se non si aspettassero più nulla dalle istituzioni… ».

Nel 2007, lo ha ricordato lei, non se ne fece nulla. Stavolta cosa è cambiato?
«I tempi erano così maturi… Vedo che c’è ancora chi si ostina a combattere una battaglia in difesa solo della famiglia tradizionale, che a ben vedere nessuno sa più definire esattamente».

C’è stato perfino un nuovo Family Day, per la verità.
«Io ho visto due manifestazioni. In una lo slogan era: siamo una famiglia anche noi. Nell’altra, invece, era: la famiglia siamo solo noi. La cultura proibizionista non muore mai, anche ora che non c’è più l’alibi della Chiesa.

Ma il cardinal Bagnasco si è fatto sentire.
«Sì, ma l’interventismo del passato era ben altra cosa. E comunque è sempre uscito sconfitto».

Le ritornano in mente le antiche battaglie per il divorzio, l’aborto…
«Sì, ho visto tornare a galla parole d’ordine di trent’anni fa. In realtà di fronte a problemi sociali nuovi o complessi ci sono due strade possibili: regolamentare o proibire. E in Italia si tende a scegliere sempre la seconda. Che poi il proibizionismo non funzioni, e anzi dia luogo a fenomeni come costosi turismi sanitari o altro, sembra non interessare a nessuno, meno che mai al legislatore. La differenza è lampante. Da una parte chi si sforza di regolamentare, scegliendo una strada forse più complessa ma efficace. Dall’altra, chi risponde con il proibizionismo velleitario. Infatti i radicali presentano con l’associazione Luca Coscioni una proposta di regolamentazione della maternità per terzi, attingendo alle pratiche ed esperienze di altri paesi, evitando il più possibile lo sfruttamento. Altri si apprestano a farne un reato addirittura mondiale».

I decenni sono passati invano, allora?
«In effetti rispetto ad una cultura legislativa liberale e rispettosa delle scelte di vita dei cittadini è davvero cambiato poco. L’eventuale “io non lo farei” diventa automaticamente “nessuno lo deve fare”, magari rafforzato da una serie di volgari falsità, come era emerso anche in occasione della drammatica vicenda di Eluana Englaro. C’è veramente da augurarsi adesso che riprende il dibattito in Parlamento su testamento biologico e eutanasia, anche in questo caso dopo tanti anni, la politica sappia esprimersi in modo più rispettoso rispetto ai tanti drammi umani che tutti conosciamo».

Non si spengono le polemiche sulla maternità surrogata.
«Su tutte le materie di scelta di vita penso che debba prevalere la scelta responsabile delle persone. Io sono per una legge che regolamenti la gravidanza per terzi. L’associazione Luca Coscioni ha pronta una proposta di legge. Qui si tratta di stabilire regole, non di inventare nuovi reati. L’automatico furore proibizionista non solo non funzionerà, ma provocherà altri guai. Come dimostra tutta la storia dei proibizionismi dalla cannabis al divieto di procreazione assistita. Di fronte alle scelte delle persone bisogna avere rispetto».

Nel mirino c’è Nichi Vendola.
«La contestualità del dibattito parlamentare con la nascita del figlio ha fatto assumere alla vicenda un rilievo eccessivo. E anche in questo caso, mi duole ripetermi, c’è chi ha dato fondo a tutta la sua volgarità. Una signora in contatto con l’associazione Coscioni ha chiesto un giorno: ma se è lecito donare un rene perché non posso prestare l’utero a mia figlia?».

Nessuno scandalo, insomma, anche se pure tra alcune femministe storiche sono volate parole di condanna.
«Ho molti amici, omosessuali e no, che hanno cercato e cercano di avere un figlio in questo modo. Alcuni si possono sentire a disagio o disapprovare. Ma da qui a farlo divenire reato mondiale davvero ce ne corre…».
http://effemeride.it/utero-affitto-il-proibizionismo-e-perdente-subito-una-legge/

cosa pensate di questo? E di aborto?
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 06 Apr 2016, 00:18

Utero in affitto in Ucraina: assolta coppia di Napoli

Avere un figlio con la maternità surrogata nei Paesi stranieri in cui l’utero in affitto è una pratica lecita non rappresenta una violazione delle leggi italiane. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, pronunciandosi sul caso di una coppia di coniugi napoletani che ha avuto un figlio ricorrendo alla maternità surrogata.

I due si erano recati in Ucraina, dove l’utero in affitto è consentito per avere un figlio ed è strettamente regolamentato per tutelare il benessere del neonato e della puerpera. La coppia aveva preso contatti con una donna disposta a portare avanti la gravidanza, facendosi impiantare gli spermatozoi dell’uomo e gli ovuli di una donatrice. La madre surrogata alla nascita del bambino aveva fornito il suo consenso, affinché il neonato venisse dichiarato figlio naturale della coppia all’anagrafe, come da prassi in Ucraina.

La Procura di Napoli aveva indagato la coppia per violazione della legge 40 sulla fecondazione assistita. Inoltre i due erano stati perseguiti dalle autorità giudiziarie per falsità in atto pubblico riguardo alle dichiarazioni sulle generalità del bambino. Tutte accuse respinte dalla Corte di Cassazione, che non ha accolto il ricorso contro l’assoluzione della coppia presentato dalla Procura di Napoli.
Utero in affitto: ogni anno 100 coppie italiane si recano in Ucraina

Come fa notare l’associazione Luca Coscioni il divieto vigente in Italia sta alimentando un fiorente mercato nei Paesi dell’Est. In Ucraina molte donne si offrono di portare avanti la gravidanza per coppie occidentali benestanti in cambio di un compenso che oscilla tra i 20 e i 40 mila euro.

Il sospetto che molti di questi bambini vengano registrati come figli naturali al rientro delle coppie in Italia senza citazione del ricorso alla pratica dell’utero in affitto è molto alto. Secondo il consolato di Kiev in un anno si registrano 1-2 neonati nati da coppie italiane, mentre secondo il Centro studi italo-ucraino di Kiev sono circa 100 all’anno le coppie italiane che ricorrono alla maternità surrogata in Ucraina, con una percentuale di successi del 30%.

Secondo le norme in vigore in Ucraina la madre surrogata deve disconoscere il figlio partorito, mentre in Italia la legge 40 obbliga a citare le generalità della partoriente. Per poter diventare legalmente madre del bambino la donna che ha fatto ricorso con il marito all’utero in affitto deve ricorrere necessariamente a un’adozione speciale. Finora tutti i giudici che si sono pronunciati su casi simili hanno riconosciuto i figli nati con la pratica dell’utero in affitto per tutelare gli interessi del minore.
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MessaggioOggetto: Due ddl in Parlamento su utero in affitto   Ven 08 Apr 2016, 21:02

La gestazione per altri in Italia e' vietata, ma dopo il dibattito parlamentare sulla legge sulle unioni civili e la cosiddetta stepchild adoption, che avrebbe consentito anche alle coppie omosessuali di adottare il figlio del compagno, sono stati presentati in Parlamento due disegni di legge per vietare o regolamentare questa pratica.

Il primo e' il ddl di Alleanza Popolare, che mira a rendere la pratica dell'utero in affitto illegale per gli italiani, anche quando e' praticato all'estero. Il partito ha anche presentato una mozione che impegna l'Italia a farsi promotrice di una moratoria universale. Il 'turismo riproduttivo', afferma la bozza di provvedimento, deve essere equiparato a quello sessuale, con pene fino a cinque anni. Anche le deputate di Forza Italia, Elena Centemero e Mara Carfagna, hanno redatto di una mozione analoga sul reato universale.

Di segno opposto il ddl presentato dall'associazione Luca Coscioni, che chiede a Governo e Parlamento di non intraprendere 'una nuova insensata crociata internazionale proponendo la messa al bando della maternita' surrogata e scontrandosi con alcune delle piu' importanti democrazie liberali al mondo''. Per l'associazione l'unico modo per evitare i rischi di sfruttamento delle donne, quando si parla di maternita' surrogata, e' permetterla anche in Italia, senza fini di lucro, come gia' avviene in paesi come Canada o Australia. La legge ricalca quelle dei pesi dove la maternita' surrogata e' ammessa solo in forma altruistica, e prevede l'accesso alla tecnica per le donne in eta' fertile, mentre la donna che si presta alla gravidanza non deve essere in stato di necessita' e deve essere gia' madre. ''Questo testo di legge legalizza anche le gestazioni per altri fatte all'estero - ha spiegato Filomena Gallo, segretaria dell'associazione -, perche' di fatto riconosce gia' come figlio della coppia quel bambino al rientro in Italia, non c'e' bisogno per le coppie dello stesso sesso dell'adozione dell'altro, perche' sarebbero entrambi genitori''.(ANSA).
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 13 Apr 2016, 23:33


Sindrome di Roki, donne nate senza utero: ‘Vogliamo la maternità surrogata’

Ci sono malattie rare che possono colpire anche l’intimità più profonda di una persona: una di queste è senza dubbio la sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, o più semplicemente sindrome di Roki, che interessa in Italia un centinaio di donne, ma che ha un’incidenza di 1-9 persone ogni 100mila. Questa sindrome, che viene diagnosticata generalmente nella prima adolescenza, causa il mancato sviluppo degli organi riproduttivi della donna: la mancanza di mestruazioni è infatti il segno più evidente di questa malattia rara. Apparentemente sembra tutto normale, ma la donna che ne è colpita di conseguenza non potrà mai procreare.

In Italia esiste l’associazione ANIMrkhS Onlus (Associazione Nazionale Italiana Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser), costituito proprio dalle ‘ragazze Roki’, che vuole uscire allo scoperto, farsi conoscere. E che, attraverso una lettera aperta, vuole trasmettere a tutti, soprattutto ai politici e alle Istituzioni, il desiderio più grande di queste donne, quello di poter diventare madri, scegliendo liberamente il percorso attraverso cui raggiungere questo traguardo, che sia l’adozione, o la maternità surrogata.

“Abbiamo una malformazione “invisibile” – spiega Maria Laura Catalogna, presidente dell’associazione ANIMrkhS nella lettera scritta assieme alle altre donne colpite da questa malattia – che si chiama Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser. Noi la chiamiamo Roki, è più semplice pronunciarla ma quanto è difficile accettarla. È una condizione congenita caratterizzata dalla mancata formazione (totale o parziale), della vagina e dell’utero. Questa può essere isolata oppure associata ad altri difetti a livello renale, vertebrale, cardiaco. Poiché i genitali esterni e le ovaie sono presenti (anche se queste ultime possono essere dislocate in sedi anomale), e dunque sono presenti anche i caratteri sessuali secondari, la sindrome viene in genere scoperta solo durante l’adolescenza, intorno ai 14-16 anni, per la mancata comparsa delle mestruazioni”.
“La sindrome – continua la lettera - comporta impossibilità ad avere rapporti sessuali e infertilità completa, dovuta alla mancanza di utero. Quello che si sa è che, durante la vita embrionale, lo sviluppo dell’apparato riproduttivo ha inizio, ma si arresta prima del completamento”.

Altrettanto gravi sono le ripercussioni psicologiche: “Le ragazze si sentono diverse, incomplete, inferiori perché non hanno le mestruazioni come tutte le loro amiche e compagne di scuola; e quando scoprono di non poter avere rapporti sessuali, hanno in genere una forte crisi di identità e di autostima. Per di più non possiamo procreare. È difficile accettare che si parli di adozione e utero in affitto come fanno i media e i politici, senza pensare che c’è qualcuno che li ascolta e che sta male per le loro parole discriminatorie. È tempo che si parli della possibilità per noi di scegliere il percorso della maternità surrogata, che ci permetterebbe di diventare madri di bambini geneticamente nostri. È tempo che si parli della possibilità per noi di adottare bambini senza lunghe liste di attesa. È tempo che si parli della possibilità per noi di essere riconosciute come malattia rara. Siamo una minoranza e come tale discriminata come molte altre. Ci sentiamo diverse più che mai e non credo sia giusto. Con questa lettera vorremmo solo far saper all’Italia che noi esistiamo, viviamo e combattiamo ogni giorno e speriamo in un futuro dove poter vedere i nostri figli giocare nel prato”.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Gio 12 Mag 2016, 15:11

Un caso aberrante di “maternità surrogata” in Thailandia
Gordon Lake e il compagno omosessuale Manuel Santos si “sposano” negli Usa. I due poi volano in Thailandia per avere un figlio tramite la maternità surrogata. Lake offre il proprio spermatozoo, una donna thailandese l’ovocita e la connazionale Patidta Kusolsang l’utero.

Al termine di questa catena di montaggio umana, il 15 gennaio 2015 nasce Carmen. Il tutto in barba alla legge thailandese. Infatti questa vieta l’accesso alla maternità surrogata per le coppie omosessuali, prevede che almeno un membro della coppia richiedente sia thailandese e che la donna che presta l’utero abbia dei rapporti di parentela con uno dei due richiedenti. Nessuna di queste tre condizioni è stata rispettata nella vicenda che vede al centro la piccola Carmen, così come assai spesso capita in Thailandia quando di mezzo c’è una richiesta di una gravidanza in conto terzi.

La giovane Kusolsang però si ribella. Non sapeva – lei dichiara – che il bambino portato in grembo per nove mesi sarebbe andato ad una coppia omosessuale. Parte quindi un ricorso: la donna vuole indietro la bambina. La coppia omosessuale risponde chiedendo l’affidamento della minore. Il 26 aprile scorso il Tribunale centrale dei Minori e della Famiglia di Bangkok respinge la richiesta della donna e affida Carmen alla coppia dal momento che – al di là dei divieti posti dalla legge – è dal gennaio 2015 che la piccola sta crescendo a casa di Lake e Manuel e non ha mai visto la donna che l’ha messa al mondo. Insomma la continuità di relazione instauratasi con il padre biologico e il compagno vince sui diritti della Kusolsang, che in senso stretto madre biologica non è.

C’è poi da aggiungere che l’opinione pubblica che ha seguito il caso ha fatto il tifo più per la coppia omosessuale che per la giovane thailandese. Infatti i due, insieme alla figlia Carmen, per seguire da vicino tutta la vicenda giudiziaria si sono dovuti trasferire a Bangkok in un piccolo appartamento. Per far fronte alle spese vive di vitto e alloggio hanno aperto una sottoscrizione pubblica che ha fruttato loro ben 36mila euro. Insomma oltre al danno (morale) anche la beffa. La Thailandia non è nuova a casi simili.

Tempo fa le autorità avevano scoperto che un cittadino giapponese era padre biologico di innumerevoli pargoli. Nell’agosto del 2014 una coppia di australiani aveva tenuto per sé, di due gemelli avuti tramite utero in affitto, solo un gemello perché l’altro era nato down. Queste vicende mettono in rilievo in modo assai plastico tutte le contraddizioni della pratica dell’utero affitto, pratica che si diffonderà con la stessa velocità con cui si sta diffondendo l’omosessualità, dato che sono le coppie omosessuali le prime interessate a questa particolare tecnica di fecondazione artificiale eterologa.

In primis la reificazione del nascituro. Si tratta il bambino come un prodotto da vendere. E il piccolo rimane un prodotto anche nel caso in cui – più teorico che reale – la maternità surrogata avvenga senza corresponsione di denaro. È infatti sempre contro la dignità del bambino venire al mondo perché qualcuno ha ordinato a qualcun’altra di dargli un bambino. Il figlio ha il diritto nativo di crescere insieme ai genitori biologici e solo nel caso di grave e accertata incapacità di questi è legittimo – per il bene del minore – trovargli un’altra famiglia. Caso assai diverso è invece quello di preordinare la nascita all’alienazione del bambino a favore di una coppia richiedente. Solo la merce può essere ordinata su richiesta. In secondo luogo anche la donna che porta in grembo il bambino è reificata perché il suo corpo viene considerato un mera incubatrice di carne. La maternità surrogata svilisce non solo la dignità del bambino ma anche quella della donna, seppur consenziente. In terzo luogo l’utero in affitto è una bomba collocata nel cuore dell’istituto della famiglia. Essa provoca la distruzione dei legami familiari almeno in due accezioni. Non solo perché il bambino crescerà senza almeno un genitore biologico, minando quindi alla radice la sua identità esistenziale. Ma anche perché – e il caso della piccola Carmen lo comprova – la stessa idea di genitorialità implode su se stessa. Infatti Carmen è al centro di una cooperazione di più persone tutte coinvolte nel processo che parte dal concepimento e arriva alla sua educazione e tutte – più o meno indebitamente – che si fregiano dell’appellativo di “genitore”. Infatti abbiamo il padre biologico Lake che ci mette il seme maschile, una donna thailandese che vende l’ovocita, una terza che porta avanti la gravidanza ed infine il compagno Santos che insieme a Lake curerà la (dis)educazione di Carmen. La famiglia naturale è stata sostituita dalla famiglia assemblata. (Tommaso Scandroglio)
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 14 Mag 2016, 14:39

Portogallo legalizza "utero in affitto" in alcuni casi
Ne hanno diritto le donne prive di utero

Lisbona, 13 mag. (askanews) - Il Parlamento portoghese ha adottato di stretto margine una legge che legalizza il ricorso all'utero in affito limitato ai casi di sterilità femminile legata all'assenza o a una disfunzione dell'utero e senza contropartita per la madre surrogata.

Il ricorso all'utero in affitto sarà ormai possibile "a titolo eccezionale e gratuito" in caso "di assenza di utero, di lesioni o malattie di quest'organo che impedisca in maniera assoluta e definitiva la gravidanza" o "quando la situazione clinica lo giustifica", recita il testo adottato dai deputati.

La proposta è stata approvata grazie ai voti del Blocco di sinistra, vicino al greco Syriza e autore del testo, del Partito socialista al potere, dei Verdi e dei 24 deputati del Partito socialdemocratico, principale formazione di opposizione, fra cui l'ex Primo ministro Pedro Passos Coelho.

I deputati portoghesi hanno anche esteso alle coppie omosessuali femminili e alle donne sole il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, fino ad oggi riservata alle unioni eterossesuali.

Il Parlamento portoghese, che si è spostato a sinistra alle ultime elezioni legislative del 4 ottobre, ha anche adottato in via definitiva una legge che autorizza l'adozione per le coppie gay, fino ad oggi vietata esplicitamente dalla legge del febbraio 2010 che autorizzava il matrimonio fra persone dello stesso sesso. (con fonte Afp)
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 14 Mag 2016, 14:39

siamo semrpe ultimi, ovunque Evil or Very Mad
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 18 Mag 2016, 23:17

Fecondazione Assistita: il 46% delle coppie infertili è favorevole all’utero in affitto
Il 46% delle coppie italiane con problemi di infertilità ritiene che dovrebbero essere eliminate le restrizioni al ricorso all'utero in affitto
Il 46% delle coppie italiane con problemi di infertilità ritiene che dovrebbero essere eliminate le restrizioni al ricorso all’utero in affitto, per il 45% la fecondazione assistita dovrebbe essere consentita anche ai single e per il 42% anche alle coppie omosessuali. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma’ realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa, presentata oggi a Roma. Guardando, nello specifico, alle tecniche disponibili e ai soggetti che possono accedere ai trattamenti, dunque, se la grande parte degli intervistati conviene nel ritenere che la fecondazione eterologa dovrebbe effettivamente essere disponibile per tutti (80,9%), il campione appare diviso sulla possibilità di ricorrere all’utero in affitto, rileva il Censis: infatti è il 46% a ritenere che la legge dovrebbe eliminare le restrizioni al ricorso a questa pratica.

E in merito ai soggetti cui la legge dovrebbe consentire l’accesso alle tecniche di Pma, il 45% ritiene che si dovrebbe aprire anche ai single e il 41,6% anche alle coppie omosessuali, un dato che testimonia un’apertura verso un significato di genitorialità che va oltre l’idea di famiglia tradizionale. Infine, la quasi totalità delle coppie si ritiene favorevole ai cambiamenti già apportati negli anni alla legge 40/2004. Il 90% ritiene giusta la possibilità di selezionare l’embrione per eliminare situazioni di grave malattia e l’81% pensa che la fecondazione eterologa dovrebbe essere realmente disponibile per tutti.

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2016/05/fecondazione-assistita-il-46-delle-coppie-infertili-e-favorevole-allutero-in-affitto/688281/#1SPhKFrK4CsPoa4C.99
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Ven 20 Mag 2016, 23:10

Gestazione per altri/e, il proibizionismo è pericoloso
La discussione sulla gestazione per altri/e, approda alla Camera su input del Nuovo Centro Destra per l'approvazione di mozioni in vista della definitiva approvazione della stessa legge. La rappresentazione è quella di un'emergenza sociale, veicolata dall'espressione dispregiativa dell'allarme "utero in affitto" strumentalmente agitata.

È indubbio che questa pratica sociale delinei una frontiera delicata e complessa, intorno alla nascita, al suo significato, alla luce di mutamenti straordinari nel rapporto tra sessualità, procreazione e genitorialità. Un unico punto rimane fermo: per nascere e venire al mondo è indispensabile il corpo femminile, è solo il sì di una donna che dà vita al legame che si instaura tra madre e figlio/a. Una perdurante centralità femminile nella nascita che non nega il valore della genitorialità fuori dalla procreazione. Infatti, come ci raccontano le felici storie di adozione, maternità/paternità genetica e biologica e genitorialità non sempre coincidono.

È il contesto delle relazioni umane, come quello della globalizzazione del mercato della riproduzione, che sono cambiati e problematizzano in modo inedito una pratica antica quanto il mondo patriarcale, ipocritamente tollerata per ovviare alla sterilità dei ceti più abbienti, pratica in Italia possibile in modo tutto "naturale" e legale. La navigazione nel mare di questo cambiamento può seguire due approcci diversi: l'uno stando in coperta, al riparo delle proprie certezze ideologiche assolutizzate con cui giudicare e punire; l'altro mettendosi al timone per guidare la navigazione: conoscere, ascoltare, distinguere, governare i processi a tutela dei soggetti coinvolti.

Le numerose mozioni presentate hanno seguito il primo approccio, salvo, unica, la mozione presentata da Sinistra Italiana che ha scelto il secondo. Il primo approccio è di sicuro più semplice, non fa la fatica di distinguere, proibisce tout court sia chi invoca il "reato universale" come quelli che si applicano ai genocidi (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia) sia chi, con problematicità o sposandolo in toto, si riferisce al divieto della legge 40 e al paragrafo 115 della risoluzione del Parlamento Europeo (2015/2229), (PD, Lupi, M5S). In questo senso, è da sottolineare lo spostamento del Pd che al Senato si era schierato, tramite la Senatrice Finocchiaro, sul reato universale e che in quest'occasione pur nell'ambiguità dell'impianto della mozione, ha almeno scelto con chiarezza la tutela dei bambini/e.

Le pratiche non sono omogenee, le situazioni sono diverse. Ci sono situazioni di sfruttamento e semi- schiavitù, che vanno perseguite, ma si sono esperienze di tutt'altro segno, di donne gestanti per altre coppie come libera scelta. Può succedere che una sorella, un'amica, si prestino per solidarietà e affetto a portare avanti una gravidanza per chi -altra donna- ne è altrimenti impossibilitata. Così come succede che coppie prevalentemente di sesso diverso e dunque non solo uomini, stabiliscano un'alleanza con una donna (o con due, nel caso di distinzione tra donatrice di ovulo e di gestazione) per "avere un figlio insieme", senza quindi escludere nessuno, tanto meno la gestante dalla esperienza relazionale e affettiva del bambino che nasce.

Dalla non distinzione ne consegue la scorciatoia della proibizione tout court. È da ricordare ai firmatari delle mozioni che adottano questa linea, di maneggiare con attenzione il diritto penale nella sua portata simbolica per gli effetti dello stigma che una condanna di questo tipo getterebbe addosso alla donne e a chi nasce da queste pratiche. La tentazione proibizionista è sbagliata e pericolosa.

Aumentare la carcerazione dei genitori che sono ricorsi a questa pratica, anche quelle del tutto legali in altri paesi, come promettono il Nuovo Centro Destra e la Ministra Lorenzin, renderà orfani i bambini nati. Punirà i bambini per punire i genitori. È da ricordarlo al PD che comunque ha scelto la tutela dei bambini comunque venuti al mondo. Insistere sulla proibizione ha l'effetto di alimentare e non contrastare un mercato clandestino, senza tutele giuridiche, sanitarie e sociali per la donna ed i bambini, contraddicendo, per eterogenesi dei fini, l'intento di voler tutelare i soggetti più deboli. Con l'illusione di imprigionare comportamenti sociali che attengono alla sessualità e la procreazione, al contrario dinamici, che non hanno nulla di naturale, ma sono costruzioni sociali e relazionali mutevoli.

Il gruppo di Sinistra Italiana ha proposto un altro ordine del discorso rispetto al populismo penale con una regolamentazione leggera che metta al centro di questo nuovo scenario la figura della gestante. Riaffermare la priorità della soggettività femminile costituisce la difesa più valida contro sfruttamento e l'espropriazione del figlio attraverso la garanzia alla madre gestante della libertà di non separarsi dal figlio/a dopo la nascita. È questo riconoscimento di soggettività della donna l'argine più efficace ai rischi della mercificazione e dello sfruttamento dei corpi.
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MessaggioOggetto: Utero in affitto, ancora assolti   Lun 18 Lug 2016, 21:31

Assolti perché il fatto «non sussiste». Ancora una volta un tribunale rende lecito a colpi di sentenza ciò che la legge vieta (in Italia). È stato il tribunale di Bergamo, questa volta, ad assolvere una coppia di Albino (precisiamolo: eterosessuale) che si era recata a Kiev, in Ucraina, per ottenere un bambino con la pratica dell’utero in affitto. Era il 2013 quando la 'madre surrogata' ha partorito il bambino, poi come da contratto la coppia di italiani ha pagato e ha portato in Italia il bimbo iscrivendolo all’anagrafe, incorrendo così nella denuncia e nell’iscrizione nel registro degli indagati da parte del sostituto procuratore di Bergamo, Letizia Ruggeri, con l’accusa di 'alterazione di stato'. Il Comune di Albino si è quindi rifiutato di trascrivere la nascita del piccolo all’anagrafe comunale, ma la coppia ha impugnato l’atto.

Il pm aveva poi chiesto la trasmissione degli atti in procura per la modifica del capo di imputazione da 'alterazione di stato' a 'divieto di maternità surrogata', con la volontà di chiedere al ministero della Giustizia l’autorizzazione a procedere, dato che il reato era stato commesso all’estero... Ma per i due è arrivata l’assoluzione disposta dal gup di Bergamo, Battista Palestra, 'perché il fatto non sussiste'. Intanto il piccolo, che ha Dna compatibile solo con il padre, è ovviamente iscritto all’anagrafe solo come figlio dell’uomo e non di sua moglie: sua mamma è una donna ucraina, che probabilmente non conoscerà mai.

Il caso di Bergamo è solo l’ultimo di una lunga serie in cui le sentenze di magistrati finiscono di fatto per far aggirare ciò che la legge prevede. La scappatoia è offerta dalla stessa legge 40, quella che vieta rigorosamente la pratica dell’utero in affitto. Ma lo vieta solo quando è commesso in Italia: da qui la propensione ad andare a fare all’estero ciò che da noi è illegale. Alcune procure hanno ovviato a questa lacuna contestando alla coppia che commissiona il bambino il reato di 'alterazione di stato di minore', ma il procedimento penale in questi casi si può avviare solo su richiesta del Guardasigilli: secondo l’articolo 9 del Codice penale, infatti, se un cittadino italiano compie il reato all’estero, il colpevole è punito 'a richiesta del ministro della Giustizia'. Non a caso la settimana scorsa proprio al ministro Orlando la deputata Eugenia Roccella aveva presentato un’interrogazione chiedendo quali iniziative intendesse intraprendere per rafforzare le sanzioni contro il reato di utero in affitto, ma il Guardasigilli ha risposto che per sanzionare penalmente un fatto è necessario che sia considerato reato anche nel Paese in cui è stato commesso, e non solo in Italia... Una risposta bollata da Roccella come «burocratica ed elusiva», che di fatto non risolve nulla. Anzi, rafforza l’idea che la legge 40 si possa tranquillamente aggirare, «tanto poi non vi succede niente», come ha spavaldamente assicurato nel suo recente tour italiano Mario Caballero, guru californiano del business delle nascite, sbarcato da San Diego per trovare nuovi clienti.

Pilatesco il ministero, schizofrenica la Cassazione, che nel novembre del 2014 sul profilo civilistico ha deciso che il miglior interesse del bimbo non è crescere con chi lo ha comprato, ma con gli unici genitori previsti dalla legge, ovvero quelli naturali o quelli adottivi (il neonato è stato tolto ai committenti e dato appunto in adozione); invece di recente si è pronunciata sul profilo penalistico per un altro caso di maternità surrogata compiuta all’estero, dicendo che il fatto non costituisce reato.

Di «interpretazioni acrobatiche» ha parlato Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, ricordando che «se tali pratiche sono consentite altrove, urtano contro i princìpi essenziali del nostro ordinamento». Se un 'diritto alla genitorialità' esiste non è certo quello presunto, e troppo spesso evocato, degli adulti, ma solo del figlio – di ogni figlio – ad avere entrambi i suoi genitori.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Mer 20 Lug 2016, 18:11

Mamma grazie alla maternità surrogata
Sonia Cellini è la prima donna in Italia ad aver ammesso pubblicamente di essere diventata madre di due bambini nati con questa tecnica. Ecco la sua storia.
A un primo sguardo Sonia Cellini può sembrare una mamma come tante altre. Rimasta senza utero né ovaie a causa di un intervento a cui è stata sottoposta da giovanissima, questa donna di 46 anni non si è arresa a diventare madre. Un desiderio che, insieme al marito Moreno, l’aveva portata a percorrere ogni strada possibile per diventare genitore. «Ci eravamo rivolti ai servizi sociali per un’eventuale richiesta di adozione. Non era andata benissimo. L’assistente sociale ci aveva consigliato di desistere poiché i tempi erano molto lunghi e mio marito era ormai fuori età», ha raccontato al Corriere della Sera. Da qui il tentativo estremo: ricorrere alla maternità surrogata.

LA DECISIONE
«A parlarmene era stata mia sorella. Quando ho proposto questa soluzione a Moreno ha subito accettato». Da qui la decisione di andare a Kiev in Ucraina, Paese che prevede questa tecnica «almeno sino all’età di 35 anni per le donne». «Abbiamo contattato questa ragazza che abita a 800 chilometri dalla capitale che fa la mamma surrogata di mestiere. Il tutto per garantire un futuro a lei e alla sua bambina», ha aggiunto Sonia. Ed ecco che dopo le terapie del caso la lieta notizia. «Quando lei è rimasta incinta mi sono sentita incinta anche io. Ad assistere al parto poi siamo volate in Ucraina io e mia mamma. L’ho ringraziata per quanto fatto ma lei mi ha detto che era il suo lavoro nulla più».

IL PROCESSO
Ma quella di Sonia e di Moreno poteva essere una storia priva di lieto fine. «Siamo stati i primi ad aver raccontato la verità. Ovvero che i bambini erano nati tramite fecondazione surrogata». Una confessione che ha causato diversi problemi ai due neo-genitori. «Un giorno alla porta ha bussato il Maresciallo dei carabinieri che ci notificava l’atto dell’indagine in corso perché in Italia questa pratica è proibita». Da qui il lungo processo durato quasi due anni in cui la coppia non si è mai sottratta «a nessuna richiesta del Tribunale» che alla fine ha archiviato ad agosto 2015 il caso perché il fatto non sussisteva. Per la legge ora Sonia è mamma dei suoi bambini anche per l’Italia.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Sab 23 Lug 2016, 19:34

Boom della gravidanza surrogata in Italia
Negli ultimi mesi, nel nostro paese, il boom di coppie che si recano all'estero per la pratica della gravidanza surrogata è aumentato.


In grande aumento il numero di coppie italiane che si rivolgono a paesi esteri per la pratica della maternità surrogata. Sul finire del 2015, il Parlamento Europeo, ha bocciato la maternità surrogata, in quanto pratica ritenuta puro mercimonio del corpo femminile e lesiva della dignità della donna. Nel maggio 2016, in Italia, viene finalmente approvata la legge sulle unioni civili, ma il tema scottante della maternità surrogata, resta solo argomento di discussioni, contestazioni e dissapori.

Ma le coppie impossibilitate a concepire figli propri non si arrendono davanti alla legge italiana e sempre in numero maggiore si recano in quei paesi esteri che permettono quello che in termini più volgari e spicci viene definito l'utero in affitto. Tra i paesi europei che permettono tale pratica vi sono, Olanda, Bulgaria, Gran Bretagna e Grecia.

Stando agli ultimi dati, sembrerebbe essere proprio la Grecia uno di quei paesi preferiti dalle coppie che intendono avviare le procedure per tale "metodo". Tale fatto è indubbiamente legato al basso costo della pratica in terra greca. Da dati provenienti da cliniche ed istituti si è appreso che il costo per una gravidanza surrogata in Grecia non supererebbe i 30 mila euro. Un'inezia, se si pensa che negli USA, una donna per portare avanti una maternità surrogata, potrebbe anche richiedere tra i 130 mila ed i 170 mila dollari.

Non sono solo coppie etero ad espatriare per poter avviare la pratica, ma vi sono anche coppie gay e uomini single. Un caso di maternità surrogata che ha suscitato un inutile scalpore nel mondo del web, pochi mesi fa, è stato quello del deputato di SEL Nicki Vendola e del suo compagno, che tramite maternità surrogata, hanno avuto un figlio da una donna indonesiana.

Negli USA starebbero nascendo delle vere e proprie agenzie, esperte in maternità surrogata. Un caso noto, è quello di una donna 40 enne, che dopo aver prestato il suo utero ben due volte, ha deciso di aprire un'agenzia dedicata a coloro che decidono di intraprendere tale pratica.

Lucro, amore verso gli altri? Cosa spinge veramente una donna a prestare il suo corpo, partorire un figlio, per poi darlo a coloro che le hanno chiesto la sua disponibilità? Difficile rispondere, potrebbero essere entrambe le cose a seconda di come la pensi la donna protagonista della "trattativa". Desiderio vero di maternità e paternità, egoismo? Cosa spinge una coppia, che sia etero o gay, o un single, a rivolgersi ad una donna che li aiuti nell'attuazione de loro desiderio? Difficile rispondere anche a questo. Tutto potrebbe essere. E sono proprio questi diversi modi di pensare a dividere il nostro paese sulla reale necessità di una legge in merito alla maternità surrogata.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Lun 25 Lug 2016, 16:12


Boom della gravidanza surrogata in Italia
Negli ultimi mesi, nel nostro paese, il boom di coppie che si recano all'estero per la pratica della gravidanza surrogata è aumentato.

n grande aumento il numero di coppie italiane che si rivolgono a paesi esteri per la pratica della maternità surrogata. Sul finire del 2015, il Parlamento Europeo, ha bocciato la maternità surrogata, in quanto pratica ritenuta puro mercimonio del corpo femminile e lesiva della dignità della donna. Nel maggio 2016, in Italia, viene finalmente approvata la legge sulle unioni civili, ma il tema scottante della maternità surrogata, resta solo argomento di discussioni, contestazioni e dissapori.

Ma le coppie impossibilitate a concepire figli propri non si arrendono davanti alla legge italiana e sempre in numero maggiore si recano in quei paesi esteri che permettono quello che in termini più volgari e spicci viene definito l'utero in affitto. Tra i paesi europei che permettono tale pratica vi sono, Olanda, Bulgaria, Gran Bretagna e Grecia.

Stando agli ultimi dati, sembrerebbe essere proprio la Grecia uno di quei paesi preferiti dalle coppie che intendono avviare le procedure per tale "metodo". Tale fatto è indubbiamente legato al basso costo della pratica in terra greca. Da dati provenienti da cliniche ed istituti si è appreso che il costo per una gravidanza surrogata in Grecia non supererebbe i 30 mila euro. Un'inezia, se si pensa che negli USA, una donna per portare avanti una maternità surrogata, potrebbe anche richiedere tra i 130 mila ed i 170 mila dollari.

Non sono solo coppie etero ad espatriare per poter avviare la pratica, ma vi sono anche coppie gay e uomini single. Un caso di maternità surrogata che ha suscitato un inutile scalpore nel mondo del web, pochi mesi fa, è stato quello del deputato di SEL Nicki Vendola e del suo compagno, che tramite maternità surrogata, hanno avuto un figlio da una donna indonesiana.

Negli USA starebbero nascendo delle vere e proprie agenzie, esperte in maternità surrogata. Un caso noto, è quello di una donna 40 enne, che dopo aver prestato il suo utero ben due volte, ha deciso di aprire un'agenzia dedicata a coloro che decidono di intraprendere tale pratica.

Lucro, amore verso gli altri? Cosa spinge veramente una donna a prestare il suo corpo, partorire un figlio, per poi darlo a coloro che le hanno chiesto la sua disponibilità? Difficile rispondere, potrebbero essere entrambe le cose a seconda di come la pensi la donna protagonista della "trattativa". Desiderio vero di maternità e paternità, egoismo? Cosa spinge una coppia, che sia etero o gay, o un single, a rivolgersi ad una donna che li aiuti nell'attuazione de loro desiderio? Difficile rispondere anche a questo. Tutto potrebbe essere. E sono proprio questi diversi modi di pensare a dividere il nostro paese sulla reale necessità di una legge in merito alla maternità surrogata.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Ven 26 Ago 2016, 21:54

Grazie anche a Renzi: il nuovo boom dell’utero in affitto
In notevole aumento i clienti italiani.

La domanda aumenta, cambiano i profili dei pacchetti offerti e nuove gravidanze in tutto il mondo sono pronte a soddisfare le richieste dei clienti, spesso a distanze continentali: è il borsino della maternità surrogata. Che sia ‘lucro’ o ‘dono altruista’ non spetta dirlo al mercato, che guarda ai grafici con le frecce all’in su: l’affare dei bimbi on demand attraversa un nuovo boom e cresce anche il numero di coppie italiane che si rivolgono ad agenzie straniere per avere un figlio. Forti anche di nuove sentenze dei tribunali italiani. E mentre nel nostro Paese si incrociano gli interrogativi e gli scontri etici e politici sull’argomento, una 40enne ex-casalinga figlia di immigrati italiani ha fatto carriera negli Usa dopo aver offerto già due volte il proprio utero, diventando direttrice di una delle più grandi agenzie californiane, la ‘Sai’, Surrogate Alternatives Inc.

Solo negli Stati Uniti sono oltre duemila le gravidanze in affitto portate a termine ogni anno e, secondo la stessa Sai, con un costante incremento annuo del 20%. Di queste, circa una su dieci arriva da italiani, con cifre che continuano ad aumentare. Sette su dieci sono eterosessuali, ma ci sono anche coppie gay e uomini single. Una volta stipulato l’affare all’estero, tornando in Italia il rischio è però di incappare in guai legali, anche se recentemente la legge si è spesso pronunciata a favore delle coppie. Affittare una mamma ha costi diversi a seconda dei Paesi: fino a 120 mila euro negli Usa, alcune decine di migliaia di euro nell’Est Europa, un prezzo che si riduce man mano che ci si sposta negli Stati asiatici del cosiddetto Secondo Mondo. E prezzi stracciati nella sempre più povera Grecia, in particolare nell’isola di Creta. Aldilà delle truffe, la mappa per la ricerca delle mamme in prestito segue una geografia autonoma, dove ogni Stato ha la sua legge e le sue restrizioni.

Affittare una mamma ha diversi significati e modalità, dall’inseminazione artificiale dell’ovulo della madre surrogata, che in questo caso sarebbe anche madre biologica del bimbo, all’impianto nell’utero di un embrione realizzato in vitro. Nel 1986 è nato il primo bambino da una madre surrogata con la quale non aveva alcun legame biologico, dunque con impianto dell’embrione già fecondato nella gestante. Riguardo alle leggi, a distanza di trent’anni l’Europa è ferma ad un groviglio di restrizioni, situazioni non regolamentate o permessi tout court. Per Italia, Francia, Spagna, Finlandia e Germania si tratta di pratiche impossibili, perché vietate. In altri come Belgio, Paesi Bassi e Grecia sono tollerate e sono proibiti solo gli accordi che prevedono dei pagamenti con scopo di lucro, che vadano aldilà dei rimborsi. Tra i Paesi che ‘non proibiscono’ ci sono anche il Regno Unito, diversi stati degli Usa, il Canada, il Giappone, l’Argentina, l’Australia, la Repubblica Ceca e l’Irlanda. La parte del leone nel vero business la fanno però la Russia, alcuni Paesi degli Usa, Ucraina, India, Russia, Thailandia e Uganda.

In ogni Stato ci sono diverse sfumature e interpretazione delle leggi, che vietano o permettono determinate pratiche. L’Italia, con un articolo della legge 40 sulla procreazione assistita, proibisce e vieta categoricamente la pubblicità o la pratica della surrogazione. Ma a svuotare in parte la legge, è stato in particolare il caso di una sentenza nel 2015, che riconosceva come legittimi i genitori di un bambino ottenuto in Russia attraverso la pratica della surrogazione, pur non avendone alcun legame biologico. Nell’aprile 2016 sono state prosciolte, perché il fatto non sussiste, quattro coppie di genitori che, in Ucraina, dove avevano messo al mondo i rispettivi figli tramite surrogazione, avevano alterato lo stato civile dei piccoli mediante false attestazioni. Una decisione è in linea con un’altra sentenza del Tribunale di Roma che aveva assolto un’altra coppia di genitori dalla stessa imputazione e che comporterebbe una pena che va dai 5 ai 15 anni. Confermata dalla Cassazione anche l’assoluzione di una coppia di coniugi napoletani che erano andati in Ucraina per avere un figlio con la maternità surrogata, tramite una donna che aveva acconsentito a farsi impiantare gli spermatozoi dell’uomo insieme agli ovuli di una donatrice sconosciuta. Viceversa sono stati rinviate a giudizio due persone che si erano adoperate per “reclutare” coppie italiane desiderose di figli ed indirizzarle ad una clinica di Kiev: dietro l’angolo ci sono quindi anche truffe e situazioni opache, come false cartelle cliniche che certificano parti fasulli all’estero per ottenere cittadinanza. Il tour dell’utero a noleggio ha dunque strade diverse, non tutte percorse sotto la luce del sole.
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MessaggioOggetto: Re: Maternità surrogata   Oggi a 03:49

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Maternità surrogata
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