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 maternità surrogata

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Eshy13
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 16 Lug 2015, 15:30

cinesina78 ha scritto:
L'ennesima bella notizia e buona sentenza!


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amyyy
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 16 Lug 2015, 20:32

io sono a favore della maternità surrogata perchè nella vita non si sa mai, e io voglio tenermi tutte le strade aperte,
caspita mi piacerebbe che fosse legale in tutto il mondo, anche perchè è giusto tutelare i diritti e la salute delle donne che fanno questo dono stupendo, bisogna parlarne, bisogna sensibilizzare l'opinione pubblica ... quindi avete tutto il mio sostegno
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arual2510
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Lun 20 Lug 2015, 10:02

Non so se serve ancora...comunque... Alla fine io non ho percorso questa strada per vari motivi e ce l'ho fatta comunque a diventare mamma.
Però avevo raccolto delle informazioni in USA (costi, nomi di cliniche etc).
Purtroppo ho avuto un problema con la posta elettronica e non so cosa ho ancora ma stasera guardo e se mai ti invio quello che ho.

In bocca al lupo!
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cinesina78
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Lun 20 Lug 2015, 22:18

amyyy ha scritto:
io sono a favore della maternità surrogata perchè nella vita non si sa mai, e io voglio tenermi tutte le strade aperte,
caspita mi piacerebbe che fosse legale in tutto il mondo, anche perchè è giusto tutelare i diritti e la salute delle donne che fanno questo dono stupendo, bisogna parlarne, bisogna sensibilizzare l'opinione pubblica ... quindi avete tutto il mio sostegno
Anche se non e' legale ovunque, ci sono paesi dove va praticata legalmente e le donne e le famiglie ricevono tutto il supporto necessario.
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Lun 20 Lug 2015, 22:19

arual2510 ha scritto:
Non so se serve ancora...comunque... Alla fine io non ho percorso questa strada per vari motivi e ce l'ho fatta comunque a diventare mamma.
Però avevo raccolto delle informazioni in USA (costi, nomi di cliniche etc).
Purtroppo ho avuto un problema con la posta elettronica e non so cosa ho ancora ma stasera guardo e se mai ti invio quello che ho.

In bocca al lupo!
tanti auguri per aver realizzato il tuo sogno!!!
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MessaggioTitolo: Utero in affitto, in Italia si può   Mar 28 Lug 2015, 17:11

Le discussioni non saranno brevi per l’importanza del problema, però la decisione del Tribunale di Milano ha aperto una strada, chissà quanto praticabile in futuro: i figli nati da un ‘utero in affitto’ sono leciti.

Tutto si rifà ad una coppia di milanesi che aveva, appunto, avuto l’aiuto di un’ucraina, la quale aveva portato per nove mesi l’ovulo fecondato della coppia. Una volta partorito il bambino era stato ‘segnato’ dalla coppia come proprio. Tutta questa procedura si chiama ‘contratto di maternità’ e nella nazione ucraina è perfettamente legale.

I giudici italiani hanno affermato che alcuni concetti “sarebbero ormai patrimonio acquisito del nostro ordinamento ed escludono che la genitorialità sia solo quella di derivazione biologica, indicando che la tutela del diritto allo status e all’identità personale del figlio può comportare il riconoscimento di rapporti diversi da quelli genetici”.

Eppure solo un anno fa la Consulta aveva dichiarato incostituzionale questa pratica del dichiarare come figlio proprio il bambino nato da un ‘utero in affitto’, secondo i canoni classici di questa procedura, perché s’era detto che, in Italia, il figlio è di chi lo partorisce e non di chi lo registra. Ma la legge ucraina prevede la possibilità di poter affittare un utero lasciando quindi paternità e maternità ai ‘proprietari’ dell’ovulo fecondato.

Ma come è possibile che se la pratica è vietata, alla coppia di Milano il Tribunale abbia dato invece piena ragione? La risposta è nel fatto che è la stessa legge italiana che impone “ai cittadini italiani all’estero di effettuare le dichiarazioni di nascita all’ufficiale di stato civile straniero e secondo la legge del luogo ove l’evento è avvenuto»: se si può fare in Ucraina, è automaticamente consentito anche in Italia.

Alla fine sembra davvero necessario ed urgente che il Parlamento prenda una posizione netta a favore o meno della vicenda, evitando che vi siano in futuro, cittadini di “serie A”, quelli che possono andare all’estero, rispetto a quelli di “serie B”, che non hanno capacità economica di sostenere spese sia per spostamenti che legali in situazioni dall’esito non scontato al cento per cento. Intanto la decisione del Tribunale milanese però ha dato una spinta innegabile al dibattito e apre una serie di situazioni limite come quella della procreazione tra persone “non di sesso diverso”. Ora tocca al Parlamento decidere in tempi brevi. Ma lo farà?
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Mar 28 Lug 2015, 17:12

Belle queste notizie che giungono ultimamente! Speriamo di non avere nessun problema quando tocchera' a noi Wink
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Mar 28 Lug 2015, 21:52

cinesina78 ha scritto:
Le discussioni non saranno brevi per l’importanza del problema, però la decisione del Tribunale di Milano ha aperto una strada, chissà quanto praticabile in futuro: i figli nati da un ‘utero in affitto’ sono leciti.

Tutto si rifà ad una coppia di milanesi che aveva, appunto, avuto l’aiuto di un’ucraina, la quale aveva portato per nove mesi l’ovulo fecondato della coppia. Una volta partorito il bambino era stato ‘segnato’ dalla coppia come proprio. Tutta questa procedura si chiama ‘contratto di maternità’ e nella nazione ucraina è perfettamente legale.

I giudici italiani hanno affermato che alcuni concetti “sarebbero ormai patrimonio acquisito del nostro ordinamento ed escludono che la genitorialità sia solo quella di derivazione biologica, indicando che la tutela del diritto allo status e all’identità personale del figlio può comportare il riconoscimento di rapporti diversi da quelli genetici”.

Eppure solo un anno fa la Consulta aveva dichiarato incostituzionale questa pratica del dichiarare come figlio proprio il bambino nato da un ‘utero in affitto’, secondo i canoni classici di questa procedura, perché s’era detto che, in Italia, il figlio è di chi lo partorisce e non di chi lo registra. Ma la legge ucraina prevede la possibilità di poter affittare un utero lasciando quindi paternità e maternità ai ‘proprietari’ dell’ovulo fecondato.

Ma come è possibile che se la pratica è vietata, alla coppia di Milano il Tribunale abbia dato invece piena ragione? La risposta è nel fatto che è la stessa legge italiana che impone “ai cittadini italiani all’estero di effettuare le dichiarazioni di nascita all’ufficiale di stato civile straniero e secondo la legge del luogo ove l’evento è avvenuto»: se si può fare in Ucraina, è automaticamente consentito anche in Italia.

Alla fine sembra davvero necessario ed urgente che il Parlamento prenda una posizione netta a favore o meno della vicenda, evitando che vi siano in futuro, cittadini di “serie A”, quelli che possono andare all’estero, rispetto a quelli di “serie B”, che non hanno capacità economica di sostenere spese sia per spostamenti che legali in situazioni dall’esito non scontato al cento per cento. Intanto la decisione del Tribunale milanese però ha dato una spinta innegabile al dibattito e apre una serie di situazioni limite come quella della procreazione tra persone “non di sesso diverso”. Ora tocca al Parlamento decidere in tempi brevi. Ma lo farà?


Dubito che lo farà,pero'cmq questo è un grosso passo avanti verso la"civiltà"!!!avanti cosi!
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Mer 29 Lug 2015, 09:21

Leggo questo post. ...sempre con molta attenzione!
Grazieeee Cinesina78. ....x aggiornamento delle nuove sentenze. ....
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Mer 29 Lug 2015, 11:51

cinesina78 ha scritto:
Le discussioni non saranno brevi per l’importanza del problema, però la decisione del Tribunale di Milano ha aperto una strada, chissà quanto praticabile in futuro: i figli nati da un ‘utero in affitto’ sono leciti.

Tutto si rifà ad una coppia di milanesi che aveva, appunto, avuto l’aiuto di un’ucraina, la quale aveva portato per nove mesi l’ovulo fecondato della coppia. Una volta partorito il bambino era stato ‘segnato’ dalla coppia come proprio. Tutta questa procedura si chiama ‘contratto di maternità’ e nella nazione ucraina è perfettamente legale.

I giudici italiani hanno affermato che alcuni concetti “sarebbero ormai patrimonio acquisito del nostro ordinamento ed escludono che la genitorialità sia solo quella di derivazione biologica, indicando che la tutela del diritto allo status e all’identità personale del figlio può comportare il riconoscimento di rapporti diversi da quelli genetici”.

Eppure solo un anno fa la Consulta aveva dichiarato incostituzionale questa pratica del dichiarare come figlio proprio il bambino nato da un ‘utero in affitto’, secondo i canoni classici di questa procedura, perché s’era detto che, in Italia, il figlio è di chi lo partorisce e non di chi lo registra. Ma la legge ucraina prevede la possibilità di poter affittare un utero lasciando quindi paternità e maternità ai ‘proprietari’ dell’ovulo fecondato.

Ma come è possibile che se la pratica è vietata, alla coppia di Milano il Tribunale abbia dato invece piena ragione? La risposta è nel fatto che è la stessa legge italiana che impone “ai cittadini italiani all’estero di effettuare le dichiarazioni di nascita all’ufficiale di stato civile straniero e secondo la legge del luogo ove l’evento è avvenuto»: se si può fare in Ucraina, è automaticamente consentito anche in Italia.

Alla fine sembra davvero necessario ed urgente che il Parlamento prenda una posizione netta a favore o meno della vicenda, evitando che vi siano in futuro, cittadini di “serie A”, quelli che possono andare all’estero, rispetto a quelli di “serie B”, che non hanno capacità economica di sostenere spese sia per spostamenti che legali in situazioni dall’esito non scontato al cento per cento. Intanto la decisione del Tribunale milanese però ha dato una spinta innegabile al dibattito e apre una serie di situazioni limite come quella della procreazione tra persone “non di sesso diverso”. Ora tocca al Parlamento decidere in tempi brevi. Ma lo farà?


Finalmente anche in Italia uno spiraglio di apertura mentale !!!!!
felice
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Ven 31 Lug 2015, 13:13

ciao ragazze, vi posto un'altro articolo
per fortuna si sta cambiando qualcosa, speriamo di non aver nessun problema quando tocchera' a noi Smile
Pozzuoli. Un viaggio all’estero per poter finalmente realizzare il loro sogno, quello di avere un figlio. Senza immaginare che al loro rientro in Italia avrebbero subito perquisizioni, sequestri di oggetti personali, esami del Dna e un processo con ben quattro capi d’accusa.

Ma soprattutto inconsapevoli che la loro sentenza di assoluzione sarebbe diventata un precedente giudiziario destinato a fare chiarezza su una delle leggi più controverse degli ultimi anni: quella sulla procreazione medicalmente assistita, meglio nota come «legge 40». È la storia di una coppia di Pozzuoli che non poteva avere figli. I due hanno così deciso di raggiungere l’Ucraina, dove gli ovuli già fecondati da lui sarebbero stati impiantati ad una donna di Kiev. In pratica avrebbero scelto la via della surrogazione di maternità, più conosciuta come «pratica dell’utero in affitto». Tanti i casi puntualmente «scoperti» dall’ambasciata dell’ex Paese sovietico, ma sempre finiti con archiviazioni o assoluzioni per il solo reato di falso.

Mai, prima d’ora, le coppie italiane che avessero deciso di praticare la surrogazione di maternità erano finite sul banco degli imputati per violazione della legge 40. Dal sogno all’incubo nel giro di pochi giorni per la coppia puteolana. Partita dall’Italia alla volta di Kiev nel 2013, raggiungendo uno dei paesi europei in cui vigono leggi tra le più permissive in materia di procreazione assistita. L’impianto degli ovuli fecondati riesce perfettamente. La madre «surrogata» porta avanti la gravidanza senza alcun problema, fino alla nascita del piccolo, il 30 agosto del 2014. Così come previsto in Ucraina, la donna che ha dato alla luce il bambino ne registra la nascita all’Ufficio di stato civile di Kiev.

Nel documento viene indicato anche che il padre e la madre del bimbo sono i due italiani, e che lei lo ha solo portato in grembo, rinunciando così ad ogni diritto e dovere sul bimbo. Il relativo certificato di nascita viene poi registrato dalla coppia all’ambasciata italiana e da lì trasmesso agli uffici di stato civile di Pozzuoli. Un iter perfettamente in regola con le leggi ucraine, chiarirà il giudice. La stessa ambasciata, però, trasmette gli atti alla Procura di Napoli segnalando il tutto come «un ennesimo caso di surrogazione di maternità».
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 18:52

Noi donne diventate madri grazie all'utero in affitto

Anna e Laura sono tra le centinaia di italiane che hanno scelto la maternità surrogata, pratica vietata nel nostro Paese, andando all'estero: "E' stato uno scambio, un regalo. Ci hanno permesso di diventare genitori, usando il seme dei nostri mariti e in un caso l'ovulo di un'altra donna. E noi abbiamo dato loro la possibilità di rendere migliore il futuro dei loro figli"
"Non ci sentiamo ladre di bambini, sfruttatrici di donne costrette a vendersi per miseria. Latika ed Ekaterina per noi non erano macchine, ma le persone che hanno reso possibile a noi e a nostri mariti la gioia di un figlio che le malattie ci impedivano di portare in grembo e partorire. E noi, in qualche modo, abbiamo aiutato il futuro dei loro bambini".

Anna e Laura sono due delle centinaia di donne italiane che hanno scelto la maternità surrogata, pratica vietata nel nostro paese, andando all'estero. E in questi giorni in cui si dibatte sull'utero in affitto, dopo l'appello di 'Se non ora quando' che ha spaccato anche il mondo femminista, si sentono messe sotto accusa. Mentre nella stanza accanto i loro figli dormono inconsapevoli delle polemiche, della loro complicata origine.

Quale è la vostra storia?
LAURA: "Ho provato 15 volte la fecondazione assistita senza risultato, rimanevo incinta poi abortivo. Alla fine mi sono ammalata, mi hanno tolto l'utero e per me è stata come la fine di tutto. Avevo così tanto desiderato un figlio che quando ero in rianimazione e ho scoperto di non potere diventare madre ho detto a mio marito: stacca i tubi, meglio morire".

Come è arrivata a scegliere di andare in India?
ANNA: "Per disperazione. Per anni abbiamo cercato un figlio, fino alla sentenza definitiva che toglieva ogni illusione. Allora, dopo aver a lungo discusso il lato etico e morale della cosa, abbiamo cominciato a cercare in rete, e lì abbiamo conosciuto altre coppie che si erano recate a Nuova Delhi. Il costo era più abbordabile dell'America, noi siamo due impiegati, ma soprattutto ci hanno rassicurato che non era come altri posti dove le donne venivano sfruttate, allontanate dalle famiglie per mesi, imbrogliate perché non sapevano leggere i contratti. Quando siamo arrivati a Nova Delhi abbiamo una trovato una clinica moderna, medici efficienti, attenzione, protezione, cura vera verso le madri surrogate. E questo ci ha convinti".
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cinesina78
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 18:54

Come è stato l'incontro con la madre surrogata?
ANNA: "Emozionante. Con mio marito Abbiamo conosciuto Latika, capelli scuri e un grande sorriso, accanto aveva suo marito che fa il conducente di autobus. Abbiamo parlato in inglese di quello che ci aspettava, delle nostre storie, dei motivi che avevano fatto incrociare le nostre vite: lei lo faceva per i suoi due figli, per pagargli un'istruzione superiore. Per tutta la gravidanza abbiamo chiacchierato, comunicato via skype, tenendoci in contatto mentre il desiderio cresceva e si faceva più reale".

E in Ucraina come è andata?
LAURA: "Io sono arrivata a Kiev dopo tante fecondazioni assistite inutili e operazioni, dopo diversi tentativi di surrogata andati a male in Grecia. In Ucraina abbiamo conosciuto Ekaterina, 26 anni, due bambini che vivevano con lei in un paese in mezzo alla campagna. Una donna forte, serena, convinta, anche lei lo faceva per i suoi figli: con i soldi si è comprata una casa".

Quanto sono state pagate?
ANNA e LAURA: "Circa settemila euro, trentamila tutta l'organizzazione medica".

Vi accusano di aver comprato i bambini....
ANNA e LAURA: "No, è stato uno scambio, un regalo. Latika ed Ekaterina ci hanno reso possibile diventare genitori, usando il seme dei nostri mariti e in un caso l'ovulo di un'altra donna. E noi abbiamo dato loro la possibilità di rendere migliore il futuro dei loro figli".

Non è sfruttamento dei ricchi sui poveri?
LAURA: "Quello purtroppo c'è in tutto il mondo, basti pensare ai minorenni sfruttati nelle fabbriche, alle ragazzine vendute sulle strade senza che nessuno si scandalizzi. Qui almeno c'era un rapporto tra adulti consapevoli, una libera scelta. Io, se fossi stata al posto loro, nella loro situazione, probabilmente avrei fatto la stessa cosa".

Non ha pensato di trattarle come donna oggetto?
LAURA: "No, anzi, ho fatto di tutto perché ci fosse un rapporto vero, Ekaterina non è mai stata solo un mezzo per realizzare un sogno. Ho passato mesi ad imparare il russo per riuscire a scambiare qualche parola con lei quando ci siamo incontrate".

Ha rivisto il bebè dopo il parto?
LAURA: "Glieli tolgono appena nati, mi hanno detto che altre donne italiane non glieli fanno più vedere prima di partire. Io no, anzi, Ekaterina mi ha chiesto di fare una foto con lei, di farne della bambina, di mandargliene. Ai figli aveva detto che stava regalando un bambino a una donna che non poteva averne e cosi loro volevano avere notizie. Anche se sapevano che non era una sorella, l'ovulo era infatti di un'altra donna e il seme di mio marito".

E Latika?
ANNA: "Ha visto il piccolino per il mese che siamo rimasti in india e anche ora che è in Italia, ovviamente via Skype. Ma non è una rarità, quasi tutte le coppie gay, che comunque sono pochissime rispetto agli eterosessuali, mantengono rapporti con la madre surrogata. Io so solo che quando mio figlio crescerà gli dirò come è venuto al mondo, che parte ha avuto nella sua nascita quella gentile signora indiana che lo ha cresciuto in grembo. E magari lo porterà a Nuova Delhi a conoscere lei e suoi figli".

E adesso cosa accadrà?
ANNA e LAURA: "Aspettiamo con ansia di avere tutti i documenti in regola, le sentenze che ci dicano che non dobbiamo più avere paura di perdere i nostri bambini. Siamo in tanti, in un mese all'ambasciata di Kiev erano passate almeno 50 coppie italiane che avevano fatto la surrogata".

Tra loro, seguite dall'avvocato bolognese Giorgio Muccio, anche la coppia che si è vista togliere il bambino dallo stato italiano (nato in Ucraina si era poi scoperto non avere nessuna parentela genetica con i genitori). Nei mesi scorsi il nostro paese è stato condannato a pagare alla coppia 20mila euro per danni morali, ed ha presentato ricorso. La corte europea per i diritti dell'uomo si è riunita ieri pomeriggio per valutare.
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 18:55

I miei figli sono la gioia della mia vita
Perché non aiutare altri ad averla?
«Serena, ma tu hai figli?».
Arriva sempre, la domanda che tenta di farmi chiudere la bocca, quando discuto con qualcuno di maternità, della libertà delle donne di scegliere di non avere figli, della legittimità di qualcuna di non sentirne affatto il bisogno o di qualcun’altra di voler esserlo a tutti i costi quindi di ricorrere alla scienza e alla tecnologia, spesso all’estero, pur di stringere fra le braccia un bambino.

Quando non sanno più come controbattere mi chiedono se ho figli. Sì, ho un figlio di sei anni. Che ho anche partorito. Quindi so pure cosa significa (per me) portarlo in grembo e crescerlo.

Ma mi viene da ridere. Sempre. Infatti rispondo: «Credo che la tua domanda sia errata. Il quesito giusto da porci non è se io, donna, abbia figli. Ma se mi ricordo della me bambina, di quando ero io, a mia volta, figlia».

Perché in questi giorni in cui si sta discutendo in maniera molto accesa sulla maternità surrogata si sta perdendo un po’ il punto di vista della questione. Cosa serve a un bambino per crescere? Di cosa ha realmente bisogno? Chi è madre? Quella che ti mette al mondo o la persona che ti fa diventare grande?

Sono anni che intervisto madri. Adottive, di figli malati, in affido, madri alle quali è stato strappato un figlio, madri in carcere, madri single, madri abbandonate, madri fuggite, madri violente, donne che sono ricorse all’eterologa, altre che hanno cresciuto figli a fianco di uomini-mostri. E hanno tutte una cosa in comune: si sentono madri perché si sono svegliate di notte, perché hanno curato la febbre, perché si sono emozionate il primo giorno di scuola, perché hanno sgridato, messo in castigo, si son preoccupate e pianto per le sofferenze. Quindi perché hanno cresciuto e amato i loro figli.

Ho incontrato un caleidoscopio di esperienze, le une molto diverse dalle altre, e ho sempre tenuto fisso un obiettivo: raccontare la storia, i sentimenti, i perché di chi mi trovavo di fronte. Non ho mai generalizzato, e mai vorrò farlo, i macro argomenti che riguardano le donne.

In questi giorni in cui si discute di maternità surrogata mi sorprende una cosa: è quasi inesistente la voce di queste madri, soprattutto di chi fra loro “presta”, diciamo così, il proprio utero per coppie eterosessuali. Ho letto molti nomi importanti fra chi si schiera contro e sono convinta che nessuno di loro abbia mai ascoltato di persona la voce di queste donne che decidono di partorire figli per altri. Parlo di americane, inglesi, greche, russe, ucraine, dando per scontato che tutti, senza se e senza ma, condanniamo là dove esiste schiavitù (e non solo quella dell’utero in affitto di qualche indiana o nepalese ma anche per esempio quella degli schiavi della raccolta dei pomodori nel sud Italia o dei bambini sfruttati nelle miniere nei paesi poveri).

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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 18:56

Io ho iniziato a raccogliere testimonianze di madri surrogate lo scorso anno. Perché da sempre mi interessa l’argomento e perché ne sto facendo un libro in uscita fra pochi mesi. A Kiev ho incontrato Natasha, madre di un figlio di nove anni e portatrice per tre volte di figli per altri. Non ho visto schiavitù, non ho visto costrizione, non ho visto tristezza. Anzi. Tanta consapevolezza, tanta serenità e tanta voglia di donare a chi lo desiderava da anni un figlio che, naturalmente, non era mai arrivato. Stessa consapevolezza e stessa voglia di partorire un figlio per altri anche nelle statunitensi. Esistono numerosi blog e pagine sui social network in cui si scambiano consigli, si sostengono, si incitano a vicenda e condividono esperienze che, a detta loro, sono indimenticabili. E quando chiedi se c’è qualcuna che ti vuol raccontare la sua storia e il perché lo fa, arrivano decine di risposte via mail: «I would love to tell u my story». Scopri che sono tutte già madri, di regola di due o tre figli loro, contente di poter aiutare coppie con difficoltà ad allargare famiglia perché «i miei figli sono la gioia più grande della mia vita. Perché non dovrei aiutare qualcuno ad averla, questa gioia?». Poi ci sono le sorelle che si aiutano a vicenda, o le madri che si prestano per figlie malate. O le amiche, che si mettono a disposizione.

Delle testimonianze raccolte, solo un venti per cento riguarda coppie omosessuali. Gran parte delle persone che ricorrono alla surrogata sono coppie etero in cui la donna non può portare a termine la gravidanza. Donne nate senza utero, donne alle quali è stato tolto per una grave malattia, donne uscite dalla chemioterapia, donne che hanno avuto parti drammatici in cui, oltre ad aver perso il figlio alla nascita, hanno subito l’asportazione dell’utero, donne sieropositive, donne con malformazioni genitali. Io per onestà intellettuale ho sempre avuto la necessità di capire un argomento, una questione, senza giudicare. Per questo più che sedermi nei salotti a discutere su chi abbia torto o ragione e ascoltare le posizioni teoriche delle diverse parti, ho preferito andare direttamente a parlare con le interessate.

Sono sinceramente stupita su come si stia compiendo un tentativo di ragionamento che, secondo me, sta facendo solo danni al concetto di maternità e di libertà di scelta. Elisabeth Badinter diceva che essere madri non è innato e non c’è nulla di naturale nell’esserlo. La nozione di amore materno è evolutiva perché, dice la filosofa, «è soltanto un sentimento. E come tutti i sentimenti è incerto, fragile e imperfetto. Può esistere o non esistere, esserci o sparire. Non va dato per scontato». Ancora oggi invece paghiamo il binomio della donna-madre. Se una donna non hai figli, non è completa e non può capire cosa voglia dire veramente amare. Se dice che è stata una libera scelta, mente: «avrà avuto sicuramente qualche problema, figurati se una sceglie di non aver figli». E di cosa sto parlando lo sappiamo bene tutte. A sedici anni tutti ti chiedono quando ti trovi il fidanzato. Quando hai il fidanzato, iniziano le domande su quando ti sposi. Quando sei sposata, quand’è che fai un figlio… e se un figlio non arriva, spesso è un dramma. Molto spesso, non per la coppia, ma per chi le sta attorno. E quindi un figlio deve arrivare, anche a tutti i costi.

È ancora molto diffuso il mito della maternità come unica realizzazione dell’essere donna e del rapporto speciale tra madre e figlio, fin dalla pancia. Certo, per qualcuna sarà stato sicuramente così. Ma la presunzione che lo sia per tutte è inaccettabile. Credo sarebbe molto più utile tornare a discutere perché la donna valga indipendentemente dall’essere o non essere madre, dall’avere o non avere figli, dall’utilizzare o meno il proprio utero.

Altrimenti, anche in questa battaglia, credo che a rimetterci sarà ancora una volta la nostra libertà.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/i-miei-figli-sono-la-gioia-della-mia-vitaperche-non-aiutare-altri-ad-averla/
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 20:13

Caspita cinesina78...hai fatto un ottimo lavoro. ...ed io l'ho letto tutto d'un fiato!
Tienimi aggiornata sul libro. ..sono molto interessata!grazie
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alyssa72
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   Gio 10 Dic 2015, 20:19

Davvero bellissime queste testimonianze....grazie x averle postate....
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MessaggioTitolo: Re: maternità surrogata   

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maternità surrogata
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