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 Genetica: la sindrome X fragile

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MessaggioTitolo: Genetica: la sindrome X fragile   Genetica: la sindrome X fragile EmptyMer 23 Giu 2010, 17:44

La sindrome X fragile è la forma ereditaria di ritardo mentale più diffusa. Può causare diversi disturbi legati allo sviluppo, come problematiche di apprendimento, autismo e difficoltà comportamentali. Può colpire anche più individui della stessa famiglia, per cui la diagnosi ereditaria diventa estremamente importante per la quantificazione del rischio. Può colpire sia maschi che femmine, anche se sembra che i maschi siano più soggetti.

Il disturbo si origina dalla presenza sul cromosoma X di una "rottura", che riguarda quindi una parte del corredo genetico. Poichè riguarda il cromosoma X la sindrome può essere trasmessa dalla madre ai figli (di qualsiasi sesso) e dai padri alle figlie femmine (visto che in questo caso il padre "contribuisce" con un cromosoma X). In nessun caso un padre può trasmetterla a un figlio maschio (per il quale contribuisce con un cromosoma Y).

La sindrome è stata descritta per la prima volta da due studiosi, Martin e Bell, nel 1943, ma solo più tardi (negli anni 70) si è compreso come questa caratteristica genetica potesse essere alla base di disturbi nei nati di sesso maschile e che poteva essere ereditata. Nel 1991 l'equipe di un ricercatore di nome Verkerk riuscì finalmente a isolare il gene colpito da questa mutazione, denominato FMR1. Questo gene ha una importante funzione di organizzazione dell'attività di altri geni, in particolare riguardo i processi neuronali. L'anomalia si manifesta attraverso diversi stadi e generazioni. Gli stadi sono noti come "premutazione" e "mutazione piena". Molte portatrici madri di maschi affetti dalla sindrome presentano il gene premutato e quindi non hanno alcun problema connesso con la malattia, poichè il gene funziona ancora perfettamente. Questo significa che l'anomalia può espandersi (passando allo stadio di mutazione piena) nel passaggio generazionale. Il gene FMR1 può rimanere nello stadio premutato anche per parecchie generazioni, prima di espandersi.

L'instabilità e la tendenza all'espansione sembrano particolarmente spiccati se a trasmettere la malattia è la madre, visto che la coppia di cromosomi sessuali della femmina è doppio X. Vediamo il meccanismo di trasmissione ereditaria, a seconda che il portatore sia la madre o il padre.

Supponiamo che una madre abbia un cromosoma normale e uno che presenta premutazione. La metà dei suoi ovociti avrà il cromosoma sano e metà quello malato. Ella avrà quindi il 50% di probabilità di trasmettere a un figlio l'uno o l'altro dei due, per ciascuna gravidanza. Se il figlio è maschio, esso si troverà ad avere l'unico cromosoma X con la mutazione. La comparsa della sindrome dipenderà dallo stadio della mutazione nel cromosoma materno. Più questo era vicino a uno stadio di mutazione piena, più è facile che il figlio nasca malato. Stesso meccanismo avviene per la femmina, con la differenza che essa avrà un secondo cromosoma X, dato dal padre, che se sano potrà supplire in parte alle funzioni di quello mutato. I segnali della malattia saranno in questi casi più lievi.

Nel caso invece in cui il portatore sia il padre, si potranno avere problemi sono nelle nate di sesso femminile, che ereditano il cromosoma X. In questi casi sembra non esserci espansione, per cui un padre in fase di premutazione potrà generare solo una figlia portatrice a sua volta di una premutazione.

Le caratteristiche tipiche dei bambini affetti da questa sindrome sono di vario tipo e possono o meno coesistere.
Distinguiamo:

- caratteristiche fisiche
viso allungato, orecchie prominenti, palato alto, basso tono muscolare, legamenti iperestensibili, testicoli grossi nei maschi al di sopra degli 8 anni, piedi piatti, frequenti otiti, generalmente testa più grande della media. Le caratteristiche sono più rilevabili tra i maschi.

- caratteristiche comportamentali
questi bambini presentano frequentemente impulsività e difficoltà di concentrazione e attenzione. Alcuni sono iperattivi.
Presente anche una difficoltà di gestione dei rapporti sociali.
Un altra caratteristica, frequente nei maschi, è la difficoltà ad accettare cambiamenti della normale routine, cosa che provoca attacchi d'ira dovuti alla paura dell'ignoto.
Anche per questo frequentemente si associano gli affetti dalla sindrome dell'X fragile agli autistici e questo crea anche difficoltà di diagnosi.

- caratteristiche sensoriali
E' molto frequente che soggetti affetti dalla sindrome abbiano paura di essere toccati o abbiano reazioni troppo sensibili rispetto a emozioni di tipo tattile o a luci e rumori. Possono poi avere timore di staccare i piedi da terra, di salire in alto, di arrampicarsi.

- caratteristiche motorie
Lo scarso tono muscolare può creare problematiche anche su attività semplici come lo scrivere o il vestirsi, dato che difficilmente sussiste un controllo delle proprie articolazioni. In questo può aiutare una terapia apposita.

- caratteristiche del linguaggio
i bambini affetti dalla sindrome tendono a ripetere più volte la stessa frase o a rispondere con frasi che non riguardano il discorso che si sta facendo. Nonostante essi capiscano correttamente il tema trattato, è frequente che non riescano a rispondere direttamente a domande che gli vengono poste, dato che hanno difficoltà a esprimere a parole quello che provano o che pensano. Questo chiaramente pone problemi a livello di rapporti sociali. Tutto ciò va affrontato in sede di terapia.

- caratteristiche cognitive
Sorprendentemente (se si pensa alle caratteristiche già elencate) gli individui affetti dalla sindrome possono mostrare abilità insperate. Il punto di forza è la memoria, riescono a ricordare cose anche per lungo tempo, mentre hanno difficoltà nell'approccio sequenziale delle cose (ossia nell'ordinare secondo un filo logico). Un'altra caratteristica è la memoria visiva, che gli consente di ricordare luoghi che magari hanno visto per una sola volta. Frequente infine la tendenza a ripetere frasi che gli sono sembrate interessanti o divertenti, col risultato che spesso ci si trova in situazioni imbarazzanti, in quanto non sanno distinguere l'opportunità di quanto dicono.
Punti di debolezza caratteristici sono la difficoltà a rispondere a domande dirette, salvo poi in un secondo momento dimostrare di possedere le nozioni necessarie. La necessità di scrivere e di copiare possono metterli in crisi, evidenziando la loro difficoltà nelle attività motorie fini.


Le bambine colpite da X fragile presentano in genere minori problematiche rispetto ai maschi, il che causa spesso problemi di diagnostica, non risultando particolarmente evidenti le caratteristiche della sindrome. Alcune possono addirittura avere un buon rendimento scolastico, dimostrando solo una sorta di timidezza caratteriale. Un punto di debolezza è in genere l'area di apprendimento matematico.
In genere solo 1/3 delle ragazze con sindrome X fragile hanno un ritardo mentale. Più spesso hanno semplicemente problemi di iperattività e deficit di attenzione, difficoltà di relazione e di risoluzione di compiti che implicano combinazione di immagini (ad esempio un puzzle).
Possono beneficiare di terapie per la difficoltà di apprendimento e di cure farmacologiche che le aiutino a tenere sotto controllo l'ansia.

Possono essere tratte importanti informazioni, anche di tipo pratico, sui siti di due associazioni di genitori con figli colpiti da questa sindrome:

www.xfragile.it
www.xfragile.net

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